Contagiati 6mila bimbi a gennaio Ma le classi tornano a riempirsi

5 Febbraio 2022

Superato il picco registrato dopo le vacanze, è cominciata la ripresa: ieri 250 alunni in più nelle mense L’assessore Santilli: «Stanno diminuendo isolamenti e dad, ma resta importante la vaccinazione»

PESCARA. Sono seimila i bambini che hanno contratto il virus dopo le vacanze di Natale. In tanti avevano già prenotato la vaccinazione, ma si sono ammalati nelle ore o nei giorni precedenti l'appuntamento fissato dalle famiglie.
I VACCINI
In questo frangente, tra isolamenti, quarantene e autosorveglianza, la Asl ha subìto dei rallentamenti nelle prenotazioni delle vaccinazioni anti Covid pediatriche, ma complessivamente sono state, da metà dicembre, 10mila le somministrazioni di prima e seconda dose su 18mila bambini tra i 5 e gli 11 anni, nel territorio di Pescara e provincia.
Dopo i contagi e l'isolamento, gli alunni dei comprensivi comunali stanno lentamente rientrando a scuola anche se resiste un comparto di scolari in didattica a distanza.
L’APPELLO DELL’ASSESSORE
«La situazione nelle scuole sta tornando alla normalità», assicurano il vice sindaco e assessore all'Istruzione, Gianni Santilli, e alcuni dirigenti scolastici. L’amministratore tasta il polso dell’andamento emergenziale anche attraverso la distribuzione dei pasti nelle mense scolastiche.
LE MENSe si ripopolano
«Oggi (ieri per chi legge ndc)», rende noto Santilli, «sono stati 1.871 i pasti serviti nei comprensivi, con un aumento di 250 rispetto a qualche giorno fa, su 3.300 iscritti». Se la distribuzione dei pasti aumenta nelle scuole, «significa che stanno diminuendo le quarantene e le classi in didattica a distanza», commenta l’assessore che sollecita la profilassi vaccinale e segue «ora per ora» l’evoluzione della pandemia e sottolinea come «l’emergenza stia rientrando grazie all’accortezza di genitori e docenti e al buon comportamento dei ragazzi, a cui raccomandiamo sempre il rispetto delle regole di sicurezza, distanziamento e mascherina soprattutto», conclude il vice sindaco Santilli.
LE DIFFICOLTà DEI I PRESIDI
«C'è una situazione in continuo divenire», argomenta Michela Terrigni, preside del Manthonè e reggente del comprensivo 5, «le classi in presenza stanno aumentando. Andiamo avanti sulla base delle normative vigenti, però con aggravi di lavoro per i dirigenti e i docenti che si trovano a gestire le lezioni in presenza e, allo stesso tempo, a distanza», con un occhio alla classe e l’altro al computer. La preside rassicura sulla situazione nei refettori: «Già dallo scorso anno abbiamo avviato una turnazione tra i locali della mensa e il pasto consumato sui banchi», secondo uno scaglionamento «dettato da rigidi protocolli di sicurezza. Abbiamo fatto e facciamo tutto il possibile per garantire la migliore sicurezza».
La dirigente scolastica, inoltre, auspica «azioni di supporto alla Asl che dovremmo contattare anche di sabato e domenica per comunicare i contagi, e ricevere notizie sulla quarantena» da girare alle famiglie preoccupate e con le quali, invece, «la comunicazione diventa difficile, perché non abbiamo risposte da dare. Se la Asl, che ringraziamo per il grande lavoro che svolge insieme a noi, fosse dotata di altro organico amministrativo, non accumuleremmo ritardi» in merito alle comunicazioni in seguito a nuovi contagi.
Situazione ancora in stallo al comprensivo 2 guidato da Maria Grazia Santilli, che delinea la situazione: «La prossima settimana dovrebbero rientrare un centinaio di bimbi dell'Infanzia, alle medie ci sono sei classi in autosorveglianza e cinque classi della primaria sono in isolamento e fanno lezioni a distanza. Vediamo come evolverà l'emergenza, rinnoviamo l'invito a fare attenzione e ringraziamo gli operatori Asl per il grande lavoro fatto insieme a noi, tra mille difficoltà».Situazione più stabile al comprensivo 4, diretto da Daniela Morgione: «I casi» di contagio «stanno rientrando. Attualmente non abbiamo nessuna sezione, infanzia, primaria e secondaria, con didattica a distanza. Per l'infanzia la frequenza è più bassa perché c'è una sorta di timore da parte dei genitori, considerata la piccola età dei bimbi. Alla primaria e secondaria la frequenza è buona, qualche alunno e docente è ancora a casa» per smaltire «la fase finale della guarigione».
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