Conte: dalla sfida di D’Amico parte l’alternativa a Meloni

Il leader dei Cinque Stelle lancia lo sprint finale della coalizione: «Possiamo farcela»
PESCARA. «Dobbiamo concentrare tutte le nostre energie sull’Abruzzo: ci proveremo fino in fondo», esordisce Giuseppe Conte, leader dei 5 Stelle, da oggi in Abruzzo per lanciare lo sprint finale di Luciano D’Amico.
Presidente Conte, la Sardegna è un segnale che può trovare conferma in Abruzzo?
La vittoria in Sardegna, con Alessandra Todde prima presidente di Regione del M5S, è una sonora sconfitta per Meloni. È il segnale inequivocabile di un vento che sta cambiando in tutto il Paese e questo perché anche coloro che avevano creduto alle promesse di Meloni ora stanno toccando con mano che dietro i suoi slogan c’è il vuoto. Forti della straordinaria vittoria in Sardegna, dobbiamo concentrare tutte le nostre energie sull’Abruzzo: dobbiamo tentare l’impresa, anche se difficile, ci crediamo e ci proveremo fino in fondo.
Se dovesse accadere ciò che si auspica, quali affetti ci potrebbero essere a livello nazionale?
Un primo segnale a Palazzo Chigi è già arrivato forte e chiaro. I cittadini iniziano ad essere stanchi, le bollette sono aumentate, sono aumentati la benzina e il carrello della spesa, mentre la sanità è al collasso. In un anno e mezzo al Governo non hanno risolto un solo problema per i cittadini. Il voto della Sardegna dimostra che costruire un campo giusto e credibile con altre forze progressiste con programmi seri e concreti premia. È da qui che parte l’alternativa per mandare a casa Meloni.
E a livello regionale quali vantaggi ne avrebbe l’Abruzzo?
In Abruzzo si sente la necessità di far tornare i bisogni dei cittadini al centro del dibattito politico. È sotto gli occhi di tutti che negli ultimi cinque anni è mancato questo impegno serio per risolvere i problemi reali che ogni giorno vivono i cittadini. A questo si aggiunge il silenzio complice con cui la Giunta abruzzese ha accettato ogni taglio e ogni restrizione arrivata dal Governo Meloni, anche quando questo ha significato palesemente non mettere l’Abruzzo al primo posto. Basti pensare allo scellerato disegno dell’Autonomia differenziata o ai definanziamenti dei fondi del Pnrr. Credo invece che l’Abruzzo possa trovare in Luciano D’Amico una figura di assoluto valore, capace di coniugare una gestione ottimale ed efficace della Regione Abruzzo con l’amore e il rispetto verso la sua terra, dove ha raggiunto grandi risultati in ogni ambito in cui è stato protagonista. Con D’Amico l’Abruzzo tornerebbe ad avere un Presidente che finalmente mette al primo posto i territori e le esigenze degli abruzzesi.
In questo scenario qual è la differenza che può fare il Movimento 5 Stelle nel Patto per l’Abruzzo?
Il Movimento 5 Stelle è, e sarà sempre, garanzia di ascolto dei cittadini, di attenzione ai temi dell’equità e della giustizia sociale, della trasparenza e della lotta per spezzare il legame tra politica e affari. Ci poniamo sicuramente anche come un argine invalicabile contro corruzione e malaffare, in un momento in cui il Governo Meloni spunta le armi alla giustizia e strizza l’occhio a evasori e corrotti. Pensi che abbiamo dovuto stoppare in Parlamento una proposta con cui Fratelli d’Italia voleva far ottenere incarichi nei Comuni ai condannati per corruzione. Così come intendiamo tenere dritta la barra contro un’idea sbagliata di servizio sanitario: fuori gli appetiti della politica dalle nomine. L’impronta che è stata data alla coalizione è ben visibile, a partire dal Programma, che è stato scritto dal basso con la partecipazione di cittadini, esponenti della società civile e associazioni. In Abruzzo il Movimento è sempre stato una forza politica protagonista del cambiamento e anche ora continuerà ad esserlo.
Il Movimento, come lei ripete spesso, punta sul programma e non alle poltrone. Quali sono le priorità per l’Abruzzo?
Come ho detto, la sanità pubblica è una delle prime criticità su cui intervenire. In Abruzzo c’è un’altissima mobilità passiva, liste d’attesa lunghissime e un grande problema di sovraffollamento dei Pronto soccorso. E poi la tutela ambientale. È chiaro che le idee del centrodestra non si sposano assolutamente con l’idea di regione verde e di sviluppo sostenibile che merita l’Abruzzo. Penso a situazioni quali il taglio di centinaia di ettari di Riserva Naturale, come nel caso del Borsacchio. Oppure al tentativo di tagliare migliaia di ettari di Parco regionale, come per il Sirente Velino: non ci sono riusciti solo grazie all’intervento della Corte costituzionale. Anche sulla tutela dell’ambiente Luciano D’Amico rappresenta un’aria nuova e il Movimento 5 Stelle sarà convintamente al suo fianco.
L’astensionismo penalizza di più il Patto per l’Abruzzo o il centrodestra?
L’astensionismo penalizza soprattutto la democrazia. Mi capita di incontrare persone sfiduciate dalla politica e a loro dico sempre di non pensare che tutte le forze politiche siano uguali, di non allontanarsi dal voto e dalla partecipazione attiva. Altrimenti a decidere saranno minoranze organizzate, spesso mosse da dinamiche quali il voto clientelare e interessato, più che dalla voglia di affermare alcuni valori, idee, il bene comune. Come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto l’importanza di esercitare il diritto di voto, l’astensionismo è l’antitesi di quel processo di partecipazione e impegno attivo in cui abbiamo sempre creduto.
Il Movimento è stato determinante nella scelta del candidato presidente e nella nascita del campo largo in Abruzzo. Ora che siamo nell’ultimo miglio perché un abruzzese dovrebbe votare D’Amico e non Marsilio?
Il Movimento 5 Stelle in Abruzzo ha posto sul tavolo dei temi e la volontà di affidare il ruolo di garante di questi temi a un candidato civico, dall’indiscusso valore come D’Amico. Un persona preparata, che ha saputo già mettere a servizio della comunità la sua esperienza, la sua capacità e la sua competenza. D’Amico è il candidato migliore che la coalizione potesse individuare ed è sulla sua figura che tutte le forze politiche e civiche, che compongono il Patto per l’Abruzzo, hanno trovato un punto di accordo. Il programma e il candidato non lasciano dubbi sulla scelta migliore. Con D’Amico l’Abruzzo potrà riprendere a crescere come merita, tornando ad essere protagonista indiscusso e artefice del suo destino senza sudditanze verso il Governo, ma con al primo posto sempre gli interessi degli abruzzesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

