Conti della sanità, si accende lo scontro

17 Novembre 2021

Paolucci (Pd): «Rosso in bilancio da 100 milioni». L’assessore Verì: «No, nessun buco»

L'AQUILA. Sui conti della sanità abruzzese si consuma uno scontro durissimo. Protagonisti il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, e l'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì. Paolucci parla di «un disavanzo di oltre 100 milioni di euro, relativo alla spesa sanitaria, farmaceutica e per il personale». Ma per la Verì «non c'è alcun buco nel sistema sanitario abruzzese. Quando la minoranza diffonde i dati contenuti nelle relazioni sull’andamento dei conti della sanità regionale», dice l'assessore, «lo faccia compiutamente, senza limitarsi solo alle voci a sostegno delle loro tesi di parte, tra l’altro completamente e colpevolmente false».
CONTI IN ROSSO
La cifra a cui fa riferimento Paolucci è relativa ai primi tre trimestri del 2021. Un disavanzo dovuto, per la maggioranza di centrodestra alle maggiori uscite legate alla pandemia Covid. Il capogruppo Dem ha inviato una richiesta al presidente della prima commissione Bilancio, Fabrizio Montepara di «convocazione urgente di una seduta il 23 novembre prossimo, subito dopo il consiglio, o comunque prima dell’avvio della sessione di Bilancio. Seduta da dedicare all’esame dei risultati dei Conti Economici al terzo trimestre dell’esercizio 2021 della sanità abruzzese».
«L’assessore Verì conferma i nostri numeri sulla mancanza di governance della sanità, sui debiti e sulla gravità della situazione post pandemica», afferma Paolucci, «a fronte dell’inesistenza di investimenti sia sulla rete sanitaria, rimasta invariata negli ultimi tre anni, che sul personale, sottodimensionato in ogni struttura abruzzese. Se la situazione è rosea, anzi, c’è addirittura un avanzo come dichiara, c’è da capire perché la Regione abbia chiesto anche pressantemente alle Asl, a settembre, i piani di rientro del debito.
L'assessore volutamente omette di dire», incalza Paolucci, «che hanno utilizzato già tutti gli 80 milioni di risorse aggiuntive Covid (anni 2020-2021) nel solo anno 2020, e tornano a chiedere 107 milioni di ulteriori trasferimenti per il Covid solo per i primi 9 mesi del 2021».
NESSUN DEFICIT
Secca la replica della Verì: «I numeri sono chiari e non interpretabili», dice, «la perdita di esercizio del sistema sanitario al terzo trimestre 2021 è pari a 101 milioni di euro. Nello stesso periodo i costi sostenuti per l’emergenza Covid ammontano a 107 milioni di euro. Al netto dei costi per la pandemia, il sistema non solo è in equilibrio, ma presenta un avanzo di circa 6 milioni». Per la gestione dell’emergenza, la Regione ha ricevuto (al terzo trimestre 2021) circa 28 milioni di trasferimenti statali, a fronte di costi sostenuti dalle Asl per 135 milioni. Nel dettaglio, per il personale sono stati spesi 47 milioni di euro, per la spesa farmaceutica poco più di 1 milione di euro, per la medicina di base 9 milioni di euro, per l’esecuzione dei tamponi circa 22 milioni.
POLEMICA STERILE
«Gli esponenti del precedente governo regionale dimenticano che il reclutamento del personale era fermo da anni e l’emergenza ci ha imposto di riprendere quelle assunzioni che proprio loro avevano bloccato», sottolinea Verì, «senza queste figure professionali non saremmo mai riusciti a curare quasi 85mila positivi che sono stati tutti assistiti in Abruzzo. Non ci sono i presupposti per il commissariamento della sanità: l’equilibrio dei sistemi sanitari regionali è al centro di un’interlocuzione con il Governo da parte di tutte le Regioni che, come l’Abruzzo, stanno affrontando l’emergenza in gran parte con risorse proprie. Emergenza che non è ancora finita».