Contrada Blanzano, problemi d’igiene

Penne. I residenti: ispezione della Asl nella palazzina che ospita 49 rifugiati
PENNE. L’arrivo di 49 immigrati ospitati in una palazzina in contrada Blanzano sta destabilizzando da una decina di giorni la vita dei residenti. Una ventina di famiglie, in particolare, in questi giorni hanno manifestato a più riprese la loro preoccupazione.
La lite che sabato scorso ha visto per protagonisti due immigrati ha contribuito ad aumentare preoccupazioni e timori. Nei giorni scorsi alcuni residenti di Blanzano hanno anche fotografato la gestione dei rifiuti (rimossi tra domenica e lunedì) all’interno della palazzina che ospita gli immigrati. E ieri è stato anche chiesto al sindaco Mario Semproni di andare a verificare di persona.
La palazzina di contrada Blanzano che ospita circa 50 rifugiati, per la maggior parte nigeriani e somali, secondo i residenti non ha le caratteristiche giuste per ospitare i richiedenti asilo. In particolare, gli ospiti non hanno una zona di svago abbastanza ampia, e la struttura poggia su una scarpata da mettere ancora in sicurezza a causa di una vecchia frana. «Chiediamo anche che la Asl faccia un sopralluogo per vedere se all’interno della struttura siano rispettati tutti i requisiti necessari dal punto di vista igienico sanitario», ha detto uno dei residenti di contrada Blanzano. La preoccupazione, rimarcano gli abitanti della contrada, è soprattutto per i tanti bambini che vivono in zona e che non sono più tranquilli di giocare liberamente in strada come avveniva fino a qualche giorno fa.
Della situazione si sta interessando il consigliere comunale Emidio Camplese (capogruppo gruppo consiliare "Per Penne"). «Ieri pomeriggio» spiega Camplese, «ho chiesto personalmente al sindaco di convocare quanto prima un incontro con i residenti di contrada Blanzano. Il loro grido di aiuto e di disagio non può passare inascoltato. Sono nostri concittadini, e in quanto tali è nostro dovere tutelarli. Chiederemo anche noi alla Asl un accertamento delle condizioni igienico sanitarie della struttura. Vogliamo capire, anche, se la destinazione d’uso della palazzina che ospita gli immigrati sia stata modificata secondo i requisiti di legge». (f.bel).
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