Contributi a familiari e sopravvissuti: scelti i criteri di divisione

23 Agosto 2019

I sindaci convocati a Montesilvano dovranno amministrare i 10 milioni stanziati dal governo. Valutazione su 4 elementi

MONTESILVANO. I dieci milioni di euro stanziati dal governo per i familiari delle vittime di Rigopiano dovranno essere elargiti entro il primo semestre del 2020. È questo l’impegno che i sindaci dei comuni di residenza delle persone coinvolte nella tragedia dell’hotel abruzzese del 18 gennaio 2017, chiederanno al tavolo romano in programma a settembre a Roma.
Gli amministratori, inoltre, forniranno delle indicazioni circa i criteri per la suddivisione della cifra complessiva tra le famiglie, tenendo conto anche dei superstiti. Sono questi gli aspetti che ieri mattina sono approdati sul tavolo della riunione convocata a Montesilvano dal sindaco Ottavio De Martinis che, dopo l’incontro romano di luglio avente ad oggetto proprio le elargizioni già stanziate, ha chiamato a raccolta i suoi colleghi.
A rispondere all’invito sono stati ieri i Comuni di Chieti, Giulianova, Castignano, Città Sant’Angelo, Castelfrentano, Archi, Pioraco, Atri, Loreto Aprutino, Penne, Farindola, Monterotondo e Vasto; assenti Torino e Terni. «È emersa la volontà, già proposta al primo tavolo romano», spiega De Martinis, «di affidare l’intento di tutti a quattro sindaci nominati un mese fa: Atri, Città Sant’Angelo, Loreto Aprutino e Pioraco». Gli amministratori scelti faranno parte di una commissione che si riunirà a settembre a Roma e che coinvolgerà anche Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministeri della Salute e dell’Interno, Inps e Inail. «Al tavolo verrà riportata la nostra volontà di elargire i 10 milioni alle famiglie delle vittime e a chi ha riportato lesioni gravi e gravissime», aggiunge il sindaco.
«Uno degli aspetti principali emersi dai presenti riguarda il disagio economico di alcuni familiari delle vittime che non riescono più a sostenere i costi delle azioni legali inoltrate». Nel corso della riunione, i sindaci hanno condiviso l'idea di tener conto principalmente di quattro parametri, a cominciare dai tempi celeri per l’elargizione, auspicata entro il primo semestre del 2020. «Il secondo elemento», rivela il sindaco, «è che la percentuale di ricaduta prevalga più sulle vittime che sui sopravvissuti, i quali dovranno avere comunque una massima considerazione; inoltre l’equità di trattamento per coloro che hanno perso la vita». Il quarto elemento prende invece in considerazione i criteri di "premialità" presenti nel decreto legge del 23 maggio 2018 per il disastro ferroviario di Andria-Corato, che tiene conto dei figli a carico, della non occupazione durante il disastro, se la vittima aveva stipulato mutui, della presenza all’interno del nucleo familiare della vittima di un disabile grave, della situazione reddituale bassa all’interno del nucleo familiare della vittima e di altri criteri. «Ci siamo lasciati con gli altri amministratori», conclude De Martinis, «con la volontà di fare una riunione prima dell’incontro di Roma in programma a settembre e di dare comunicazione delle decisioni odierne alle famiglie delle vittime di Rigopiano».