Contributi agli apicoltori, pubblicato un nuovo avviso
L’AQUILA. Favorire la ripresa delle attività delle aziende apistiche funestate dalle alluvioni che hanno colpito l’Abruzzo nel 2023, consentendo il ristoro della produzione danneggiata o distrutta...
L’AQUILA. Favorire la ripresa delle attività delle aziende apistiche funestate dalle alluvioni che hanno colpito l’Abruzzo nel 2023, consentendo il ristoro della produzione danneggiata o distrutta dagli eventi calamitosi; valorizzare un comparto agricolo sempre più importante e strategico per il territorio, in un’ottica di tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Sono questi gli obiettivi del nuovo bando pubblicato ieri dalla Regione rivolto ad apicoltori singoli o associati che esercitino attività di apicoltura in Abruzzo. La dotazione finanziaria ammonta a 750mila euro. Il sostegno, erogato sotto forma di contributo forfettario, è calcolato in base al numero di alveari, compresi nuclei e sciami, dichiarati dalle aziende apistiche nella domanda presentata e successivamente verificati nel corso dell’apposita istruttoria.
Per ciascun alveare, nucleo o sciame confermato, è previsto un ristoro di 25 euro, valore determinato considerando i maggiori costi sostenuti nel corso del 2023 e la conseguente riduzione dei ricavi per gli apicoltori a causa degli eventi calamitosi. L’importo massimo concedibile a ciascuna impresa apistica ammonta a 25mila euro in base al regime de minimis. «Il bando», spiega il vice presidente della Regione con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, «fornirà un primo ristoro alle aziende della regione per far fronte alle criticità che il settore sta affrontando, principalmente dovute al cambiamento climatico che incide fortemente sulla produzione».
Il termine di presentazione delle domande è fissato al 16 dicembre 2023. Potranno beneficiare dei contributi gli apicoltori singoli o associati che hanno la loro sede legale e operativa nella regione Abruzzo e che sono registrati nella banca dati nazionale apistica (Bda) come attività “Produzione per la commercializzazione/Apicoltore Professionista”.
Inoltre, devono possedere una partita Iva con un codice Ateco che si riferisce all’attività agricola al momento della presentazione della richiesta di finanziamento ed avere un fascicolo aziendale registrato nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian). (c.s.)
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