«Contro i furti serve l’esercito»

Foschi (Pescara Mi Piace) scrive a Renzi: ci vorrebbero 30 unità
PESCARA. «Impiegare di nuovo sul territorio pescarese i militari dell’esercito, la cui presenza ha rappresentato per tre anni, dal 2011 al 2014, un valido supporto alle forze dell'ordine». La proposta arriva da Armando Foschi, dell’associazione Pescara Mi Piace, che ha scritto al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e ai ministri Alfano e Pinotti, oltre che alle autorità locali, per lanciare la sua idea. Foschi pensa che vadano «dirottate sul capoluogo adriatico tra le 20 e le 30 unità che potrebbero assumere competenze di controllo su specifiche problematiche e zone della città», in collaborazione con le forze dell’ordine.
La proposta di Foschi nasce dalla riflessione che «Pescara negli ultimi mesi è al centro di un'emergenza criminalità senza precedenti», dopo essere stata considerata a lungo una sorta di isola felice, anche nel contesto abruzzese». Il rappresentante dell’associazione dipinge un quadro drammatico, nella lettera ai componenti del governo centrale. Foschi fa notare che «non passa notte in cui tre o quattro famiglie, in rapida successione, non subiscano furti in casa, con autentiche aggressioni ai danni degli abitanti. Persone di ogni età, compresi anziani, vengono seguite, monitorate da bande, per poi essere appositamente sorprese, di notte, nel sonno, nelle proprie case, minacciate con coltelli o altre armi, spesso anche malmenate se non vengono trovati contanti o preziosi». La conseguenza, scrive, è che «la gente ha paura, gli anziani vivono barricati in casa con le tapparelle abbassate anche di giorno, le finestre sbarrate, le porte chiuse a tripla mandata. Ma i ladri riescono a forzare qualunque barriera». Alla luce di queste considerazioni Foschi chiede di ripetere il «felice esperimento dell’utilizzo dell’esercito», sollecitando «la rapida individuazione del nuovo prefetto».
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