Controllato l’allevamento dove è nato l’animale killer

22 Ottobre 2016

CEPAGATTI. Nel giorno dell’addio al piccolo Ferdinando Di Rocco, ucciso a 19 mesi dal cane del padre, le indagini sulla sua drammatica morte hanno portato i carabinieri e la Asl nella struttura dove...

CEPAGATTI. Nel giorno dell’addio al piccolo Ferdinando Di Rocco, ucciso a 19 mesi dal cane del padre, le indagini sulla sua drammatica morte hanno portato i carabinieri e la Asl nella struttura dove l’animale è stato acquistato. Gli uomini dell’Arma di Cepagatti, guidati dal comandante Vincezo Volpe, con i carabinieri del Nas e il personale della Asl hanno raggiunto l’allevamento di provenienza del cane, un Corso di nome Giulia, due anni di età, che mercoledì pomeriggio ha morso il bimbo nel giardino dei nonni acquisiti, in contrada Cantò di Cepagatti, mentre i genitori stavano eseguendo le operazioni di trasloco con l’aiuto di un operaio. Il cane era arrivato lì ad agosto, dopo essere stato regalato al papà del bimbo, Manuel Di Rocco, 35 anni, che è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo insieme alla moglie Sara Vadini. Gli uomini dell’Arma (le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Silvia Santoro) vogliono ricostruire con precisione la vita del cane che, dopo aver azzannato il piccolo Ferdinando, è stato rinchiuso nel canile sanitario della Asl, sotto osservazione. Da chiarire, quindi, come è stato tenuto l’animale nel tempo, sia prima che dopo essere finito nella disponibilità di Di Rocco. E mentre gli investigatori lavorano per fare chiarezza sulla detenzione dell’animale che ha finito il piccolo Ferdinando, per accertare che tutto sia avvenuto in maniera legale, l’altro cane Corso di Di Rocco è stato riconsegnato all’allevatore marchigiano che glielo aveva fornito. Nelle prossime ore proseguiranno gli accertamenti per ricostruire, con le testimonianze di tutti i presenti, come si sono svolti i fatti quando il bimbo si è avvicinato al cane che lo ha aggredito e ucciso.

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