«Controlli più severi ai domiciliari»

23 Marzo 2016

Il giurista Grosso: più visite al giorno delle forze dell’ordine per evitare al detenuto troppa libertà d’azione

PESCARA. Una sorveglianza "più severa" nei confronti dei soggetti sottoposti a regime di detenzione domiciliare .

Il potenziamento dei controlli, non una ma più visite al giorno da parte delle forze dell'ordine, potrebbe essere un deterrente alla reiterazione di reato.

Sul caso Cocchiaro si esprime un illustre giurista italiano, Carlo Federico Grosso, avvocato penalista, professore ordinario di diritto penale all'Università di Torino, primo difensore di Annamaria Franzoni (che fece scarcerare dopo l’arresto per la morte del figlio a Cogne) ed ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.

Un caso limite, quello del pedofilo pescarese, più volte condannato per abusi sui minori, incarcerato e posto ai domiciliari dove ha continuato la sua azione criminosa, che spinge a riflettere sul sistema legislativo italiano.

Professor Grosso, il nostro è un sistema troppo garantista?

«La legislazione è garantista, il carcere viene considerato una estrema ratio in certe situazioni. Nel caso in questione gli arresti domiciliari sarebbero stati concessi per ragioni di salute. E' necessario valutare se c'è stata una violazione degli obblighi in regime di detenzione domiciliare, che prevede l'isolamento del soggetto, il quale può solo avere contatti con i familiari più stretti e il legale di fiducia».

Cocchiaro riceveva regolarmente il bambino nella casa dove era detenuto. Sarebbe stata necessaria una maggiore vigilanza?

«Sarebbe necessario predisporre interventi di controllo particolarmente severi nei confronti di chi è ai domiciliari. Fermo restando che le forze dell'ordine incaricate alla vigilanza non possono certo piantonare il soggetto tutto il giorno, occorrerebbe potenziare il numero delle visite giornaliere in modo tale da non permettere al detenuto di avere troppa libertà d'azione».

Suggerisce qualche altra soluzione?

«Ordinare il ricovero in ospedale. La pedofilia è una malattia non curabile, secondo gli psichiatri, ma si potrebbero prevedere visite mediche per aiutare il soggetto a comprendere le ragioni delle sue perversioni. In generale gli interventi medici sono previsti purché non siano lesivi della dignità della persona, considerando che la stessa ha facoltà di rifiutare la visita, se non vuole. Nel caso specifico, difficile giudicare senza aver preso visione degli atti».

Cocchiaro è di nuovo in carcere, dopo la violazione domiciliare e in prigione è finito anche il papà del bambino abusato che permetteva gli incontri. Nel caso in cui tornasse agli arresti domiciliari, l'88enne sarebbe ancora pericoloso per l'incolumità altrui?

«No, in questo caso, se anche il papà è detenuto, il reato non si ripete. Però i magistrati potrebbero decidere di togliere la patria potestà al padre del piccolo e affidarlo alla madre oppure agli assistenti sociali».

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