Controlli sull’albo degli infermieri

Via alle verifiche dopo la scoperta di un’abusiva all’ospedale civile
PESCARA. Gli infermieri che lavorano sia nella Asl di Pescara sia in quella di Lanciano-Vasto–Chieti sono tutti in regola? Il caso della donna sorpresa dopo 20 giorni a lavorare da abusiva all’ospedale civile di Pescara ha prodotto un’intensificazione dei controlli. L’Ipasvi della provincia di Chieti, la federazione che rappresenta 3.400 infermieri e ne gestisce l’albo, ha avviato una campagna contro l’abusivismo nell’esercizio della professione infermieristica.
«L’Ipasvi svolge una funzione importantissima di tutela e rappresentanza della professione infermieristica nell’interesse degli iscritti e dei cittadini», spiega il presidente Giancarlo Cicolini, «Non è possibile esercitare senza essere iscritti a un albo provinciale Ipasvi». Dai primi mesi del 2017, l’Ipasvi Chieti ha avviato un’azione di controllo su tutti i propri iscritti verificando, per tutti i professionisti in servizio attivo, l’effettiva iscrizione all’albo. Sono stati già segnalati i casi di professionisti (iscritti all’Albo di Chieti) non in regola e che ugualmente esercitavano la professione sia nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti sia nella Asl di Pescara. «La fattiva collaborazione con le due aziende sanitarie», spiega Cicolini, «ci ha permesso di rilevare alcune anomalie tempestivamente segnalate e, per le quali, sono state avviate le procedure previste dalla normativa vigente che possono avere, se non sanabili, anche il licenziamento. Alle agenzie interinali chiederemo di verificare le autodichiarazioni dei professionisti di avvenuta iscrizione all’Albo professionale». Un’azione sinergica di tutti gli ordini provinciali (Chieti, Pescara, L’Aquila e Teramo) riuscirà a garantire ai cittadini che le prestazioni assistenziali siano erogate solo da personale laureato e abilitato a farlo. «Tali controlli», conclude Cicolini, «non sono repressivi, ma preventivi. Saranno una garanzia per tutti: aziende, agenzie, professionisti e utenti».

