Convento di Colleromano, lite sui lavori

6 Dicembre 2023

PENNE. Il futuro del convento di Colleromano torna sui banchi del consiglio comunale. I consiglieri del gruppo Penne ribelle, Sonia Marini e Gabriele Frisa, hanno presentato un'interrogazione al...

PENNE. Il futuro del convento di Colleromano torna sui banchi del consiglio comunale. I consiglieri del gruppo Penne ribelle, Sonia Marini e Gabriele Frisa, hanno presentato un'interrogazione al sindaco Gilberto Petrucci, che sarà discussa al prossimo consiglio comunale, per capire cosa si stia realmente facendo per ristrutturare l'antico edificio religioso e come viene utilizzata la porzione di edificio ancora agibile.
«A 13 anni dal terremoto, il sito è in parte inagibile e in parte ospita un'associazione. Intendiamo conoscere a che punto è il dialogo sulla ristrutturazione con la Soprintendenza, il ministero e le autorità competenti», dice Frisa. «Intendiamo inoltre sapere a che punto sono le eventuali richieste di finanziamento e se sia stata valutata una nuova soluzione per la parte boschiva del complesso di Colleromano. Ci chiediamo se sia possibile attrezzare nel bosco un'area per cani e, in ultimo, vogliamo sapere se il passaggio di proprietà tra la provincia monastica e il Comune di Penne si è concluso del tutto».
A maggio scorso il sindaco Gilberto Petrucci aveva incontrato il commissario per la Ricostruzione, Guido Castelli, per definire il recupero del complesso di Colleromano. Ai lavori parteciparono il consigliere regionale Leonardo D'Addazio e i sindaci di Farindola (Ilario Lacchetta), Montebello (Gianfranco Macrini) e Loreto Aprutino (Renato Mariotti), con i quali è stato esaminato l'andamento della ricostruzione privata sul territorio vestino. L'intero complesso di Colleromano, gravemente danneggiato dopo il terremoto 2009, necessita di un importante intervento di consolidamento e ristrutturazione. È previsto un importo complessivo delle opere di 6 milioni di euro. Il progetto definitivo a maggio scorso era quasi pronto, ma è fondamentale la presentazione dell’esecutivo per ottenere i pareri. La struttura di Colleromano, divenuta di proprietà comunale nel 2019 dopo un lungo passaggio concretizzatosi dalla provincia monastica per volontà dei frati minori, è oggi in buona parte gestita dall’associazione San Cesidio. Si tratta di un complesso monastico che, oltre alla chiesa, dispone di un’antica biblioteca, con testi che risalgono al 1200 e di un bosco. (f.bel.)