Coprifuoco a mezzanotte «Prolungare le aperture»

Alle 22 tutti a casa? Regione, più sindaci e associazioni di categoria dicono basta Ma il parere non è unanime: per il primo cittadino di Chieti serve ancora prudenza
Coprifuoco sì, coprifuoco no. Il tema continua a tenere banco anche in Abruzzo e dopo aver ascoltato ieri il parere degli esperti, oggi il Centro approfondisce ulteriormente la questione dando voce a rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria.
Quasi tutti sono concordi nel dire che la misura debba prevedere uno slittamento di almeno un’ora rispetto alle disposizioni attuali, che fissano il coprifuoco alle 22. Non mancano però alcune eccezioni, rappresentate in particolare da esperti, che invitano ancora alla prudenza per qualche settimana.
MARSILIO. «L’andamento di questi giorni relativo al virus rafforza la mia posizione su questo tema», commenta il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. «Mi sono già espresso più volte su questo dibattito e il mio parere rimane lo stesso. Tenga conto», aggiunge, «che qualche settimana fa tutti i presidenti di Regione avevano condiviso la richiesta di estendere l’orario per permettere la possibilità di restare a cena fuori, ma la proposta non è stata accolta. Ad oggi credo che uno slittamento a mezzanotte sia il minimo che si possa a chiedere».
SOSPIRI. A rafforzare la tesi del governatore ci pensa anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Ritengo che il coprifuoco debba essere superato per una serie di ragioni, compreso un “effetto cumulo”. Questo non toglie che ci sono delle zone, come ad esempio alcune della città di Pescara, che meritano un attenzione diversa».
La misura va di pari passo con le vaccinazioni: «Più siamo efficienti con le somministrazioni e più possiamo allentare le restrizioni. Spostare il coprifuoco dalle 22 a mezzanotte non penso comporti una grossa differenza per i rischi, ma almeno si va incontro ai ristoratori ed ai clienti. Per l’abolizione totale aspettiamo che alcune categorie siano state completamente immunizzate e parta la vaccinazione di massa».
D’ALBERTO. Sul fronte dei sindaci, il primo cittadino di Teramo e presidente dell’Anci Abruzzo Gianguido D’Alberto, chiede flessibilità: «Visto che abbiamo intensificato la campagna vaccinale e contenuto la diffusione dei contagi, è giunto il tempo di posticipare l’ora in cui scatta il coprifuoco. Alle 23 o mezzanotte? Si deve tenere conto che la misura è funzionale a consentire un argine alla diffusione del virus attraverso i controlli».
E D’Alberto rilancia con un appello: «Ora è giunto il tempo di cominciare a vaccinare i giovani, perché in questo momento il Covid circola tra le fasce più giovani». Quindi chiede di aprire subito una sorta binario parallelo, «ovviamente tenendo conto della disponibilità delle dosi che ora sembra siano garantite», aggiunge il primo cittadino teramano. «Ritengo che questo sia l’aspetto più importante al di là del tema sul coprifuoco».
E poi ancora un’ulteriore proposta: «Introduciamo delle forme di vaccinazione drive in, molto rapide, che consentono di avviare un percorso di immunizzazione dedicato proprio ai più giovani. Il problema non può essere più declinato in termini di controlli»
BIONDI. Anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi è favorevole ad uno slittamento dell’orario di coprifuoco: «Ci sono delle regole, è stato dimostrato che all’aperto i rischi di contagio sono inferiori, per cui credo che le misure vadano allentate. Il coprifuoco alle 22 è eccessivamente restrittivo. Aumentando il tempo in cui si può stare in giro, inoltre, si possono dilazionare le presenze che non si concentrano tutte in un preciso momento. Così si dà respiro alle attività economiche, che non devono subire tutto il peso dell’emergenza, considerato anche che i ristori sono stati insufficienti rispetto a quanto effettivamente hanno perso».
MASCI. Sulla stessa lunghezza d’onda dei suoi colleghi il sindaco di Pescara Carlo Masci. «È arrivato il momento che con equilibrio si posticipino gli orari. Si va ormai verso l’estate e quindi servono i tempi che permettano stare cena fuori in maniera non frettolosa. Città di mare come la nostra hanno nel turismo una voce importantissima: visto che stiamo vaccinando ed i casi sono in discesa, con il giusto equilibrio credo sia possibile posticipare l’orario». Sull’ora a cui spostarlo «non voglio entrare nei dettagli, c’è chi è chiamato a decidere e sono certo che lo farà al meglio».
FERRARA. Va in controtendenza invece il sindaco di Chieti Diego Ferrara. L’amministratore teatino, che è anche un medico, invita ancora alla prudenza: «In questo momento storico sono contrario ad accelerare su un allentamento per il coprifuoco o su una sua abolizione. Nonostante la situazione stia migliorando, non vorrei che ce ne dovessimo pentire e tornare poi in piena estate a restrizioni che non sarebbero poi gradite», afferma. «Io manterrei il coprifuoco alle 22 almeno per un mese ancora, poi se i dati saranno confortanti potremo pensare a soluzioni diverse».
CASALE. Tra gli esperti, l’ex presidente dell’ordine dei medici della provincia di Chieti Ezio Casale rimanda tutto ad una valutazione dei dati. «Non siamo ancora certi di quello che accadrà nelle prossime settimane a seguito delle riaperture che ci sono state, però le vaccinazioni stanno procedendo a buoni ritmi. Se le cose rimarranno così come sono, si potrà pensare almeno di far slittare l’orario di coprifuoco. La misura attualmente è da considerarsi valida, perché serve ad evitare assembramenti nelle ore notturne, specialmente tra i soggetti giovani che non sono ancora vaccinati».
DONATELLI. Le associazioni di categoria tuttavia spingono per regole meno ferree. Il presidente di Confcommercio Abruzzo, Roberto Donatelli: «Vogliamo uno slittamento dell’orario di coprifuoco, ci sembra incomprensibile un simile rigore in questo momento», afferma. «Auspichiamo che i provvedimenti possano essere rivisti al più presto, ovviamente poi serviranno maggiori controlli e la collaborazione delle imprese affinché sia garantita la sicurezza».
PADOVANO. Il presidente del Sib (Sindacato italiano balneari) Abruzzo e presidente Fipe Confcommercio Pescara, Riccardo Padovano, sostiene invece che «si possa tranquillamente posticipare il coprifuoco almeno fino a mezzanotte, altrimenti sarebbe inutile». Anche perché «ormai si sta vaccinando a pieno ritmo e i contagi stanno scendendo sempre di più», continua Padovano. «Ma nel contempo mi rivolgo al senso di responsabilità degli associati, perché il protocollo anti Covid va e andrà rispettato».
LEGNINI. Infine il direttore regionale di Confesercenti: «Il coprifuoco rimane penalizzante per le attività di somministrazione», afferma Lido Legnini. «Si avvicina la stagione estiva e se le regole dovessero rimanere queste non si agevolerebbe il lavoro delle attività strettamente legate al turismo. Ci aspettiamo quindi che le norme vengano parzialmente riviste». Abolizione e slittamento? «Seppur non lo si voglia cancellare definitivamente, è chiaro che fino alle 22 la disposizione è limitativa. Noi siamo sempre stati disponibili, perché ci rendiamo conto che il problema esiste. Però per alcune attività come la ristorazione servirebbero delle deroghe». Portare quindi il coprifuoco a mezzanotte «non credo comporti delle conseguenze sui rischi di contagio».

