Coprifuoco alla movida: lo stop a mezzanotte I locali: come a Baghdad

Il Comune spegne la musica: per tre mesi niente tavolini sotto i palazzi Protestano le associazioni: «Danno per le imprese, è un accanimento»
PESCARA. Il Comune spegne la musica dei locali del quadrilatero centrale intorno a piazza Muzii. Per i prossimi tre mesi, quindi durante le festività del ponte di Ognissanti e del Natale, non saranno più concesse autorizzazioni in deroga ai limiti acustici. In più, entro mezzanotte, i gestori delle circa 90 attività che gravitano nel distretto food&beverage dovranno rimuovere tavoli e sedie dalle aree esterne «per evitare possibili assembramenti con conseguente incremento del carico antropico», fanno sapere gli assessori Zaira Zamparelli, Alfredo Cremonese, Cristian Orta e Maria Rita Carota, e sarà vietata la vendita di bevande da asporto. In parallelo, aumenteranno i controlli notturni della polizia locale per verificare il rispetto delle nuove limitazioni.
Quello che i titolari dei locali hanno già ribattezzato come «l’ennesimo provvedimento anti movida», è stato adottato dalla giunta comunale a seguito della relazione del tavolo tecnico, istituito per attuare il piano di risanamento acustico della zona centrale di Pescara. Le nuove regole, di tipo eccezionale e a carattere temporaneo, avranno una validità di tre mesi. Nelle intenzioni degli amministratori, dovranno servire a trovare un punto di equilibrio tra il sano divertimento e il diritto al riposo dei residenti. Se è vero che dopo mezzanotte dovranno sparire dalle strade tavoli, sedie e bevande alcoliche, non sarà vietata la somministrazione delle bevande all’interno degli esercizi commerciali.
«Così il problema non si risolve, ma si va solo a discapito delle imprese», tuona il direttore provinciale della Cna Luciano Di Lorito, denunciando «la mancanza di una consultazione preventiva visto che siamo stati informati dagli assessori solo a cose già deliberate».
I rappresentanti delle associazioni di categoria sono stati messi al corrente delle imminenti limitazioni durante un incontro in Comune al quale hanno partecipato, oltre alla Cna, anche Fabrizio Vianale di Confartigianato, Dante Baldassarre e Carlo Nicoletti per la Confcommercio. Le tre associazioni si sono dette subito contrarie alle nuove norme. «È un provvedimento gravissimo», rimarca Vianale, «che trasforma Pescara in una novella Baghdad, andando a imprimere il colpo di grazia a questa zona della città. Lavorare dentro ci condanna inesorabilmente alla chiusura, perché tutti i locali hanno metrature piccolissime. Questo accanimento serve solo a far avanzare il livello di desertificazione del centro, per giunta durante il periodo natalizio in cui si dovrebbe incentivare l’organizzazione di eventi culturali e di svago. Abbiamo dimostrato un anno fa, con uno studio pagato da noi, che il problema non è il rumore antropico. In una giornata infrasettimanale, con piazza Muzii deserta, un tecnico ha misurato i livelli sonori e ha dimostrato che si verificavano comunque gli sforamenti dei parametri. E questo avviene perché la città è viva: passano le sirene delle ambulanze, le auto delle forze dell’ordine e anche i mezzi per la raccolta dei rifiuti. Per eliminare i rumori bisognerebbe sperimentare i pannelli fonoassorbenti». Mettiamo in atto le indicazioni arrivate dai tecnici», rispondono invece gli assessori, «se la situazione dei rumori dovesse migliorare, il piano, che è flessibile, ci permetterà di rivalutare i provvedimenti assunti».

