Coprifuoco alle 22, un coro di no: «Un controsenso, va cancellato»

I rappresentanti di ristoranti, cocktail bar e locali da ballo contro le nuove limitazioni del governo E intanto sperano: «Forse in vigore fino al primo giugno, ma potrebbero ridiscuterlo il 15 maggio»
PESCARA. Non va giù la decisione del governo di confermare il coprifuoco alle 22. Da lunedì, dopo mesi di servizio limitato solo all'asporto, le attività del food and beverage nelle regioni gialle potranno ripartire con il servizio a pranzo e a cena, esclusivamente all’aperto. Il mancato alleggerimento del coprifuoco, però, non viene proprio digerito dalle associazioni di categoria. «Mi piacerebbe capire qual è stato il metodo per stabilire che la soluzione giusta per contrastare il Covid è quella di imporre il coprifuoco alle 22», sottolinea Mario Palladinetti, presidente dell’associazione Pescara Viva, che riunisce una quarantina di attività del food and beverage della città. «Gli assembramenti si possono creare alle 22 come alle 10. Anzi di giorno c'è un maggiore movimento, legato ai lavoratori e agli studenti. Nelle attività commerciali basterebbe definire linee guida precise e rigide, assicurare controlli a tappeto con tolleranza zero, per limitare i rischi. Ma almeno potremmo lavorare con più serenità, invece continuiamo a vivere in un controsenso totale».
«Lo Stato dovrebbe mettere i locali nelle condizioni ottimali per lavorare e la limitazione alle 22 ci sembra solo una presa in giro», ammette Francesco Silvestri, della Fiepet Confesercenti. «Il documento ufficiale uscirà oggi, lasciando pochissimo spazio alle attività per organizzarsi. Aggiungiamo anche che ci saremmo aspettati che la giunta di Pescara si fosse attivata per tempo per disporre le Ztl e consentire le occupazioni del suolo pubblico. Con le strade aperte al traffico, e la possibilità di lavorare solo all’aperto, molti locali non potranno svolgere il servizio».
Fipe Confcommercio e il settore ristorazione e banqueting Pescara hanno elaborato un documento di proposta programmatica per la riapertura degli esercizi commerciali che include lo slittamento del coprifuoco alle 24, il ripristino del servizio all’interno, ma anche una serie di regole più restrittive per garantire il distanziamento, tra cui l’utilizzo di un Covid manager, addetto al controllo della temperatura dei clienti e al rispetto delle regole, pur di ottenere una maggiore libertà nel lavoro. «Il coprifuoco per ora dovrebbe essere in vigore fino al primo giugno», anticipa Claudio Cilli, membro della sezione ristoratori, «ma secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere ridiscusso il 15 maggio».
Completamente sfiduciati i gestori di Pescara vecchia. «Per chi ha delle attività che si sviluppano prevalentemente la sera, vale a dire i cocktail bar e tutti quei locali con musica dal vivo e intrattenimento, quella di lunedì è un’apertura finta», accusa Pietro Kus, referente di Pescara Viva per il centro storico. «Siamo coscienti del momento che stiamo vivendo, ma la verità è che siamo anche stanchi. È più di un anno e mezzo che siamo chiusi e continueremo ad esserlo. Ormai Pescara vecchia si sta svuotando e il 50 per cento dei locali presenti sono in vendita e hanno chiuso. In questo momento per l’intrattenimento non c’è futuro e non si intravede la luce». Un po’ più positivo Aldo Bertoni, del sindacato locali da ballo (Silb), nonostante per le discoteche al momento non ci sia una data per le riaperture. «Attendiamo fiduciosi l’estate e le vaccinazioni. Non possiamo fare altro. Siamo allo stremo, gli aiuti economici sono stati esigui rispetto alle perdite subite. Siamo chiusi da marzo del 2020 tranne per una pausa estiva dell’anno scorso, nella quale non abbiamo potuto fare veramente la nostra attività. Ci siamo dovuti adattare a fare cene spettacolo negli stabilimenti balneari, con i controlli pesanti che abbiamo subito. Siamo consapevoli che la tipologia di attività che facciamo implica assembramenti, ma almeno ci aspettiamo degli aiuti. Ad esempio l’Emilia Romagna ha stanziato 3 milioni di euro a fondo perduto solo per le discoteche. L’auspicio è che la Regione Abruzzo faccia altrettanto. Speriamo però che l’eliminazione del coprifuoco avvenga a maggio e ci permettano di ripartire, altrimenti il turismo tutto ne risentirà».
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