Cordoma: «Danni per le pubblicità? Io ho dato le regole»

MONTESILVANO. Non ci sta l’ex sindaco Pasquale Cordoma a passare per uno che ha causato danni al Comune. Si difende Cordoma dopo la richiesta della procura regionale della Corte dei Conti che ha...
MONTESILVANO. Non ci sta l’ex sindaco Pasquale Cordoma a passare per uno che ha causato danni al Comune. Si difende Cordoma dopo la richiesta della procura regionale della Corte dei Conti che ha calcolato in 100 mila euro i danni da pagare per i cartelloni pubblicitari abusivi durante il suo mandato: 30 mila euro per Cordoma, 30 mila per l’ex comandante dei vigili Antonella Marsiglia, 30 mila per l’ex assessore Emidio Di Felice e altri 10 mila per l’ex assessore Claudio Di Emanuele. L’ex sindaco ribatte all’accusa di aver omesso i controlli: «La giunta da me presieduta negli anni 2007/2012, oltre a ripianare situazioni debitorie importanti, si è impegnata non solo intervenendo profondamente sul territorio con opere di notevole importanza, le stesse che oggi vengono inaugurate, ma anche rivedendo alcuni regolamenti. Tra questi», sottolinea Cordoma, «il consiglio comunale, su proposta della giunta e delle commissioni, ha approvato il Piano insegne, strumento utile e necessario per normare le pubbliche affissioni». Se errori ci sono stati e se l’iter si è arenato, dice Cordoma, la colpa non può essere della politica: «Il controllo era ed è demandato agli uffici e ai dirigenti che hanno il preciso compito di far rispettare e osservare le regole. Il compito della politica», dice l’ex sindaco, «finisce quando consegna a costoro i mezzi per poter lavorare e operare, perché né il sindaco né tantomeno gli assessori o i consiglieri potevano o possono controllare se i cittadini paghino o meno i tributi o le multe o altri tipi di imposte».
La procura della Corte dei Conti contesta che nonostante il Comune avesse affidato a una società l’incarico di realizzare un piano delle affissioni, l’ente non avrebbe messo in pratica alcuna forma di repressione dell’abusivismo, tantomeno di rimozione dei manufatti irregolari. «Porteremo», risponde il sindaco, «nelle opportune sedi le nostre ragioni con documenti e argomentazioni che stabiliranno quali fossero e siano i compiti della politica e quelli dei quadri dirigenziali».
Poi, Cordoma manda un messaggio al sindaco Francesco Maragno: «A Maragno sfugge che in quel tempo la città si dotò, tramite il nostro lavoro, di un nuovo Piano insegne, lo stesso tuttora vigente, perché da uomo di centrodestra (cosa della quale nutro forti dubbi) era troppo impegnato in un’opposizione violenta quanto sterile, proprio contro quel centrodestra che successivamente lo ha eletto e che rispettava la legalità sopra ogni cosa. A lui auguro di non doversi trovare in difficoltà con la Corte dei Conti, quando l’ente dovrà risarcire la ditta delle ex costruende scuole dai danni provocati dall’interruzione dei lavori, lavori che da consigliere osteggiò sempre. Gli auguro altresì di trovare forza e coraggio che finora non ha dimostrato per scelte importanti. Purtroppo, se questa amministrazione sta deludendo i cittadini e la sua maggioranza politica non possiamo ascriverlo ad assessori e consiglieri, ma alla loro guida scevra da ideologie e coerenze».

