Cori da stadio e selfie per Salvini in città per lanciare il referendum

Il leader del Carroccio accolto da una folla di tutte le età: «Entro luglio arriviamo a un milione di firme» Pranzo al Lido beach e partenza per L’Aquila. «Le elezioni in Abruzzo? Noi a capo del centrodestra»
PESCARA. «Un capitano, c’è solo un capitano». Tra cori da stadio e applausi, Matteo Salvini ieri mattina ha fatto tappa a Pescara, per promuovere i referendum sulla giustizia e ottenere «processi rapidi, certezza della pena e chi sbaglia paga», ha spiegato davanti al gazebo allestito al fianco della Nave di Cascella. Camicia bianchissima e mascherina ancorata al gomito, il segretario federale della Lega è stato accolto da tantissimi sostenitori, donne e uomini, giovani e anziani, nonché da molti amministratori.
Il sindaco Carlo Masci con diversi assessori, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, gli assessori regionali Daniele D’Amario, Emanuele Imprudente, Nicoletta Verì. E poi ancora il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, vari esponenti della sua giunta e tanti consiglieri regionali e dei Comuni dell’area metropolitana. «Dobbiamo arrivare a un milione di firme entro luglio. Mi date una mano, sì o no?» ha chiesto Salvini ai cittadini pronti a sottoscrivere la proposta referendaria. «Da oggi è possibile firmare in tutti i Comuni, al fresco, con calma. Ditelo in giro», ha continuato tra le ovazioni. «Avere una giustizia giusta, certezza della pena, colpevoli in galera e innocenti liberi e a casa, non è una vittoria della Lega, ma dell’Italia e degli italiani. In un solo weekend abbiamo raccolto più di 100 mila firme in tutta Italia, quindi sono convinto che l’obiettivo di un milione sarà ampiamente superato», ha proseguito.
«La firma che avete messo o metterete è rivoluzionaria, democratica e pacifica. Per 30 anni il Parlamento e la politica hanno promesso riforme della giustizia e invece non è cambiato nulla. Adesso tocca a voi, per alcuni principi sacrosanti: in tribunale un giudice se sbaglia sulla pelle di un cittadino paga come tutti gli altri lavoratori d’Italia. Queste firme sulla giustizia mi dicono che c’è tanta voglia di cambiamento: meno tasse, meno burocrazia, certezza della pena e i sindaci giusti al posto giusto».
Tra i punti della riforma quello della separazione delle carriere, che Salvini ha chiarito ricorrendo a una metafora calcistica dal sapore europeo. «È come se l’arbitro di Italia e Spagna il giorno dopo la partita andasse ad allenarsi o con l’Italia o con la Spagna. Non è così che si può amministrare la giustizia. Il giudice, come l’arbitro, deve essere al di sopra delle parti, libero e indipendente». Prima di concedersi al rituale dei selfie, rigorosamente scattati dal leader, con tanto di fila indiana, Salvini ha espresso un suo commento sulla giunta regionale, dicendosi «contento, soprattutto dei consiglieri e degli assessori della Lega. Sono un perfezionista e chiedo di più. L’emergenza dei prossimi mesi sarà di tutelare lavoratrici e lavoratori. Gli imprenditori mi chiedono di rivedere il reddito di cittadinanza, perché invece di creare occupazione sta producendo problemi e lavoro nero». E in vista delle amministrative anche in Abruzzo, il numero uno del Carroccio ha annunciato per oggi «l’ultima riunione del centrodestra. Pd e M5S vanno divisi dappertutto. L’obiettivo è che la Lega guidi un centrodestra compatto, nel nome del cambiamento». Dopo il bagno di folla, Salvini ha incontrato una cinquantina di imprenditori al Lido Beach, per poi fermarsi con gli amministratori locali al pranzo a base di crudi, risotto ai frutti di mare, tonno alla griglia miele e mandorle, frittura e vino Pecorino d'Abruzzo, prima di partire per L’Aquila. L’attesa visita alle Naiadi, dove l’aspettavano tutti gli amministratori comunali e regionali, è saltata per motivi di sicurezza.

