Cori razzisti, Tavecchio e Malagò si schierano con Muntari

3 Maggio 2017

I vertici dello sport italiano difendono il giocatore del Pescara, il numero uno della Figc: "Quello che è successo è esecrabile". Il presidente del Coni: "La squalifica è assurda"

PESCARA. «Quanto successo è esecrabile». Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, definisce così i cori razzisti contro Sulley Muntari, glissando sulla squalifica rimediata dal giocatore ghanese del Pescara, ammonito per la seconda volta dopo aver abbandonato il campo durante la partita di Cagliari. «Il presidente federale non commenta i comportamenti dei giudici, sarebbe una cosa non corretta - dice Tavecchio - Abbiamo fatto in Italia un'attività di promozione, girando tutte le regioni con Fiona May. Quello che è successo è esecrabile; ho parlato con il presidente del Cagliari, si faranno delle iniziative». È esecrabile anche la simulazione di Strootman? «Abbiamo norme e regolamenti, tratteremo le questioni in Consiglio federale», la replica di Tavecchio.

Muntari e i cori razzisti: Onu solidale con il calciatore del Pescara

Sul caso Muntari interviene anche il presidente del Coni Giovanni Malagò: «Io posso forzare la mano facendo moral suasion e chiedere più buonsenso: errare è umano, perseverare è diabolico. Questo caso deve fare giurisprudenza e cambiare una norma che non è giusta. La squalifica la giudico come un classico caso all'italiana - chiarisce - di quelli da studiare all'università per l'assurdità. Le regole dicono che se un giocatore lascia il campo va squalificato, poi c'è un'interpretazione di un giudice. Forse quelle regole andrebbero cambiate, perché se un giocatore ritiene che l'arbitro non stia facendo il suo dovere nel fermare la partita, ci manca solo che oltre il danno ci fosse anche la beffa». Un caso che Malagò preferisce non accostare con il precedente di Boateng, che lasciò il campo in un'amichevole tra Pro Patria e Milan: «È molto diverso il contesto, quella era un'amichevole questa una gara di Serie A».