Cornetti e panini ai poveri nel bar solidale di Elena

Francavilla, prodotti in scadenza o che verrebbero buttati il giorno dopo trovano posto in una cassetta accanto alla saracinesca all’ora di chiusura
FRANCAVILLA AL MARE. Non si butta via niente. Soprattutto in tempi di crisi e di povertà. Così, quello che andrebbe buttato viene dato a chi ha bisogno. A Francavilla spuntano i esercizi commerciali solidali, nel senso che quel che hanno gli esercenti non vendolo lo lasciano a chi vuol consumarlo alla sera.
Un episodio di questo tipo risale a non molto tempo fa, ad iniziativa di un locale commerciale nella zona dell'Asterope. E in questi giorni, la giovane titolare di un bar del centro ha deciso di organizzarsi in tal senso e preparare una cassetta da lasciare accanto alla saracinesca della sua attività quando va via la sera. Alimenti a breve scadenza, cornetti, panini del giorno. Roba che, se non fosse subito consumata, andrebbe buttata via. Così Elena Pantalone, di Vacri ma residente a Francavilla da sei anni, titolare del bar ElCafé di viale Nettuno, all'altezza delle scuole medie Masci, ha deciso di compiere un gesto di solidarietà che a lei è parso «del tutto normale», ma di certo apprezzato da chi ogni sera sta usufruendo anonimamente di quel dono. «Ho sempre avuto l'abitudine, a sera, di dare quel che avevo in più a un signore di Francavilla che non ha molto. Lui però viene di rado, e quindi ho deciso di mettere una cassetta a disposizione di chi passa. Ho un'attività nella quale i prodotti devono essere sempre freschi, le cose che avanzano le devi buttare o regalare, io ho scelto l’opzione di donarle», racconta la ragazza, 31 anni e da sette titolare del bar del viale. «Metto in chiusura quello che non ho venduto, o prodotti con scadenza ravvicinata. Così da aiutare con un piccolo gesto qualcuno che ha bisogno». Lotta allo spreco e aiuto degli altri, dunque, per un gesto che è un esempio che potrebbe essere seguito da tanti: panetterie, pasticcerie, bar, alimentari che hanno avanzi del prodotto fresco che inevitabilmente finiranno nella pattumiera.
A conferma del fatto che il gesto è apprezzato, c'è l'effetto che ha avuto in questi primi giorni: al mattino Elena la cassetta la trova vuota. «Credo che si tratti di rispetto per le persone», dice ancora la ragazza, «i piccoli gesti a volte servono a qualcosa, questo è quello che hanno insegnato a me e mio fratello Tommaso i nostri genitori Vilma e Antonio: ad avere un cuore grande, ad aiutare sempre chi ha bisogno».
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