Corpo forestale, riforma legittima
Depositata la sentenza: norma che unisce risparmi ed efficienza
ROMA . Sono «infondate» le questioni di legittimità costituzionale delle norme della legge Madia che hanno previsto lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei carabinieri e nelle altre Forze di polizia. A stabilirlo è stata la Corte costituzionale, che lo scorso 10 luglio ha pubblicato le motivazioni della sentenza emessa dopo la camera di consiglio del 16 aprile, confermando dunque la legittimità del trasferimento del personale dell’ex Corpo forestale nei ranghi delle altre forze dell’ordine. Il contenuto della sentenza era già stato anticipato ad aprile, per grandi linee, da un comunicato stampa della corte Costituzionale, ma solo pochi giorni fa sono state rese note le motivazioni della decisione. La sentenza è la numero 170 del 2019, e fa piazza pulita delle riserve manifestate all’indomani dall’entrata in vigore della riforma (il primo gennaio del 2017). A investire la Corte Costituzionale della questione erano stati diversi tribunali amministrativi regionali (tra i quali la sezione di Pescara del Tar Abruzzo). Innanzitutto, si legge nella sentenza, la norma «non risulta né generica, né lesiva delle situazioni soggettive dei funzionari forestali». E, inoltre, «per quanto concerne le esigenze erariali, la norma censurata persegue sinergie funzionali prima ancora che economiche, così da tendere non a un mero risparmio di spesa, ma a un livello superiore di efficienza coerente con il principio di buon andamento» della pubblica amministrazione, così come recita l’articolo 97 della Costituzione. «Il perseguimento di risparmi di scala e di una migliore efficienza dei servizi non costituisce», secondo il giudice delle leggi, «nel caso di specie, una compressione del diritto della collettività alla salvaguardia dell’ambiente e di quello dei lavoratori forestali al mantenimento del livello delle professionalità acquisite». Inoltre, «l’eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni di competenza può essere idonea a garantire una maggiore efficacia e una migliore tutela dell’ambiente, del territorio e della sicurezza agroalimentare. L’accorpamento, oltre a consentire economie di scala, non indebolisce la salvaguardia dei beni protetti rispetto alla situazione preesistente e tende anzi a incrementare l’efficienza e l’efficacia nell’esercizio delle funzioni conseguentemente trasferite». (a.bag.)
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