Corriere bloccato con 2 chili di droga

Pescara, blitz della squadra mobile al terminal bus: palloni di marijuana nello zaino di un 20enne nigeriano arrivato da Roma
PESCARA. Corriere della droga a 20 anni, con due chili di marijuana nello zaino e qualche grammo “per provare” negli slip. Hendrix Osorobo, nigeriano classe 1997 proveniente da Roma, è stato arrestato sabato scorso dagli uomini della squadra mobile di Pescara al terminal bus della stazione centrale di Pescara.
L’operazione che ha portato all’arresto del giovane nigeriano e al sequestro della droga è scattata alle 9,30 di sabato scorso, quando al terminal dei bus è arrivato il pullman no stop proveniente da Roma. Gli uomini della mobile, coordinati dal dirigente Dante Cosentino, con l’ausilio dell’unità cinofila tenuta ben distante dagli autobus per non insospettire il corriere, hanno agito in abiti borghesi. Sapevano che da quel pullman sarebbe sceso un carico di droga: si trattava dunque di inquadrare e bloccare la persona sospetta.
A un certo punto gli agenti si sono accorti che dall’autobus erano scesi tutti i passeggeri, tranne uno: un giovane africano che si guardava in giro, come se aspettasse qualcuno. Gli agenti sono entrati in azione e hanno chiesto al ragazzo i documenti. Il ventenne non aveva documenti d’identità, nè passaporto e neanche un permesso. Portato in questura, attraverso la fotosegnalazione si è scoperto che Osorobo aveva un alias registrato nel 2016 dalla questura di Pesaro. Sempre da Pesaro si è saputo che la richiesta che il giovane aveva fatto di protezione nazionale era stata rigettata.
Durante il controllo dello zainetto gli agenti hanno trovato due “palloni” di cellophan contenenti la droga: oltre due chili di sostanza stupefacente confezionata in più strati di cellophane, e tra questi strati era stata inserita polvere di borotalco allo scopo di eludere il fiuto delle unità cinofile antidroga. All’interno degli slip circa 10 grammi del cosiddetto “provino”, che il corriere fa per far assaggiare la sua “merce” prima della vendita. La sostanza stupefacente rinvenuta, risultata essere marijuana di buona qualità, è stata quindi sequestrata assieme ad un telefono cellulare: non uno smartphone, ma uno dei telefonini vecchia generazione usati solo per le chiamate. Il ventenne è stato quindi arrestato nella flagranza del reato in base all’articolo 73 del Testo unico sulle droghe e, su disposizione del magistrato di turno Andrea Papalia, condotto in carcere in attesa dell’udienza di convalida, che probabilmente si terrà questa mattina. (l.d.f.)

