Corruzione, Trotta e la politica: la Procura vuole riascoltare Dolce

Una nuova informativa della Finanza apre ulteriori scenari nell’inchiesta che ha portato a tre arresti Domani parla Mattucci (ex presidente della Coop), ma la priorità è il contenuto del cellulare del primario
PESCARA. Una nuova informativa della guardia di finanza, consegnata proprio a ridosso degli arresti eccellenti per l’appalto Asl pilotato da 11 milioni di euro vinto dalla Coop di Lanciano “La Rondine”, accende un nuovo faro su questa delicata inchiesta della procura di Pescara. Il 7 aprile scorso si sono aperte le porte del carcere per il dirigente della Asl, Sabatino Trotta (suicida nel carcere di Vasto lo stesso giorno del suo arrivo), per Domenico Mattucci (ex presidente della Coop) e per Luigia Dolce, coordinatrice della stessa Coop.
DOMANI TOCCA A MATTUCCI E mentre è tutto pronto per l’interrogatorio di domani di Mattucci, che dopo gli arresti si rifiutò di rispondere alle domande del gip Nicola Colantonio che aveva firmato la misura cautelare, paradossalmente l’attenzione dei magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta sembra indirizzata più verso il nuovo interrogatorio della Dolce, che potrebbe arrivare a stretto giro.
DOLCE E L’INFORMATIVA Luigia Dolce che, in una inchiesta quasi blindata da una serie di riscontri già acquisiti dalla procura (che grazie al trojan installato nel cellulare di Trotta ha seguito quasi in diretta i passaggi per truccare la gara di appalto), con la sua ampia e lunga confessione davanti al gip nell’interrogatorio di garanzia ha permesso ai magistrati di blindare ancor di più l’inchiesta per quanto riguarda la gara. Ma c’è di più.
E questo di più arriva proprio dall'informativa confezionata dalla finanza del colonnello Luca Lauro, che aggiungerebbe altri elementi inediti che non compaiono nella misura cautelare, e che potrebbero riguardare un paio di aspetti piuttosto delicati: la pista politica e gli sviluppi in ambito Asl. Argomenti per i quali la procura cerca qualche altro riscontro proprio dalla Dolce, stretta collaboratrice di Mattucci e amica di Trotta: una sorta di anello di congiunzione tra la Coop e i suoi affari, e Trotta, con le sue ambizioni politiche fra le file di Fratelli d’Italia. Lo stesso partito con il quale il primario si era presentato alle scorse regionali vinte da Marco Marsilio, presidente della giunta ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia, sentito dai magistrati in qualità di testimone e il cui verbale è stato secretato.
NUOVI INTERROGATORI Interrogare di nuovo la Dolce su questi aspetti emersi dalla nuova informativa, potrebbe far chiudere il cerchio alla procura che, peraltro, è in attesa di avviare un’altra serie di interrogatori che riguardano ad esempio i due componenti della commissione di gara, Antonio D'Incecco e Anna Rita Simoni, entrambi presenti nella misura cautelare. Ma poi dovranno essere ascoltati anche gli uomini del presidente della giunta: i suoi più stretti collaboratori quali il portavoce Etelwardo Sigismondi e il suo braccio destro Terenzio Rucci, più volte citati nella stessa ordinanza cautelare. Senza dimenticare l’altro fronte caldo, quella della Asl.
I TELEFONINI DI TROTTA Pochi giorni dopo gli arresti, infatti, un avviso di garanzia per corruzione ha raggiunto l’attuale direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, che dovrà essere sentito fra pochissimo. Interrogatori che finora sono stati rinviati in attesa di conoscere i risultati della consulenza sui supporti informatici sequestrati agli indagati (tutti ad eccezione di Ciamponi). E se è vero che il perito si è preso 60 giorni di tempo per stilare le sue conclusioni, è anche vero che fra pochissimo dovrebbero comunque arrivare i risultati del cellulare di Trotta, per il quale la procura ha posto una priorità assoluta. Questo passaggio diventerà quindi un altro elemento di primaria importanza per definire un quadro accusatorio già solido, ma che manca di alcuni aspetti legati appunto agli stretti rapporti tra Trotta e Ciamponi da un verso, e tra lo psichiatra e il versante della politica dall’altro. I rapporti tra Trotta e Ciamponi, ad esempio, sarebbero stati molto stretti: cene e incontri ripetuti su questioni che forse potrebbero trovare spazio nelle carte che la procura non si è giocata nella richiesta di misura cautelare. Così come si sta cercando di fare chiarezza sulle questioni politiche legate alle ambizioni romane di Trotta che, stando alla ricostruzione di un preciso episodio confermato anche dalla Dolce, avrebbe portato a Roma una busta con dei soldi, il cui destinatario sarebbe ancora sconosciuto. Si comprende, quindi, come l’interrogatorio di domani di Mattucci è da considerare certo un passaggio importante, ma più che altro per cristallizzare una serie di argomenti inserito nella misura. A meno che l'ex presidente della Coop non decida di collaborare a tutto campo.
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