Corsa ai fondi agricoli: quasi 2mila domande

26 Ottobre 2017

La Regione premia con oltre 11 milioni di euro chi non fa uso selvaggio di sostanze chimiche

PESCARA. Record di imprese e domande in Abruzzo per i fondi dell’agricoltura innovativa: sono quasi duemila, chiedono 11 milioni di euro di finanziamenti e mettono a disposizione una superficie totale da coltivare di 81mila ettari. La regione delle industrie in crisi riscopre la terra. Ma lo fa in un modo moderno con centinaia di imprese che decidono di bandire l’uso selvaggio di fitofarmaci e fertilizzanti. E scelgono di investire su quella che gli addetti ai lavori chiamano “agricoltura blu”: sostenibile, rispettosa e conservativa. I tre bandi della Regione per le misure agro-climatico ambientali, previste dai fondi Psr Abruzzo, hanno fatto registrare una pioggia di 1.984 domande con richieste di fondi per 11.403.554 euro. L’istruttoria per la classifica è in corso. Ma l’assessore all’Agricoltura, Dino Pepe, annuncia che «tranne qualche eccezione, saranno tutte accolte».
COLOR DEL CIELO. L’agricoltura Blu si basa sull’alterazione minima del suolo, la copertura permanente del terreno (con residui colturali e cover crops, cioè colture di copertura), le rotazioni e le consociazioni colturali. Non consente lavorazioni intensive e profonde del terreno, evita le arature e i periodi con suolo nudo. In tal modo è possibile recuperare la funzionalità dei suoli, valorizzare l’ecosistema e incrementare la capacità di adattamento agli eventi atmosferici estremi, senza rinunciare all’intensificazione produttiva. Oggi è praticata in tutto il mondo, per un totale di 120 milioni di ettari, pari al 10% della superficie arativa mondiale. E’ più diffusa negli Stati Uniti, in Brasile e Argentina, seguiti da Australia e Canada. L’Europa è in ritardo: i sistemi conservativi non superano il 2% della superficie coltivata. L’Abruzzo fa eccezione.
RICOMINCIO DA TRE. «Le misure agro-climatico-ambientali rappresentano una grande opportunità per i nostri agricoltori per sviluppare, attraverso un sistema di incentivi, tecniche colturali rispettose della biodiversità, del suolo e più in generale dell'ambiente naturale in cui viviamo», così afferma l'assessore Pepe, alla luce dei risultati raggiunti con i tre bandi 2017: la produzione integrata, il mantenimento dei prati-pascolo e la conservazione del suolo.
QUESTIONE DI CHIMICA. Il primo dei tre bandi, quello sulla produzione integrata, ha fatto registrare il maggior numero di domande: 982 per 19.465 ettari di terra e oltre 4 milioni e mezzo di richieste di finanziamenti. Mira a promuovere pratiche agricole che favoriscono il contenimento dell'uso dei fertilizzanti di sintesi e dei fitofarmaci, con l'obiettivo di spingere gli imprenditori agricoli a convertire, nel futuro, le propri tecniche di produzione verso il biologico, a cui il consumatore sta dedicando sempre più attenzione. In parole semplici è un tipo di agricoltura a metà strada tra quella tradizionale e la biologica.
E’ una questione di chimica perché il finanziamento regionale cresce in proporzione della terreno coltivato senza fertilizzanti e prevede, per esempio, 500 euro per ogni ettaro di frutteto, oppure 450 per un ettaro di vigna e 300 per gli orti.
POPOLO DI PASTORI. Se da un lato anche l’Abruzzo delle pecore e dei pastori si spopola come le aree interne, dall’altro la Regione incentiva chi torna alla zootecnia e agli allevatori.
«Sono abruzzesi veri che eroicamente resistono ma che garantiscono, oltre alla fornitura di prodotti di qualità», afferma Pepe, «un importante presidio del territorio e di tutela contro fenomeni estremi come il dissesto idrogeologico». Il bando prati-pascolo prevede un premio che può raggiungere i 130 euro per ettaro di pascolo, attraverso l'incentivo verso pratiche rispettose del tappeto erboso, per preservare la capacità di rigenerazione dei pascoli e allo stesso tempo per garantire agli allevatori materia prima per l'alimentazione del proprio bestiame.
Le domande, in questo caso, sono state 692 per oltre 5 milioni e mezzo di euro di richiesta di fondi.
LA NUOVA FRONTIERA. Ma è l’ ultimo bando, quello per la conservazione del suolo, che rappresenta la novità della programmazione comunitaria promossa dalla Regione Abruzzo. Questo bando, nella prima annualità, ha visto la partecipazione di 310 imprese agricole. E comporta, per esempio, la semina su sodo, cioè in terreni arati in modo soft, quindi con solchi profondi poco più di dieci centimetri. Oppure le cosiddette colture di copertura autunnali e invernali che prevedono la coltivazioni nei vigneti o negli uliveti anche in quei periodi dell’anno in cui olive e uva non vengono né raccolte né coltivate in modo intensivo.
E’ SOLO L’INIZIO. «Abbiamo concordato con la comunità europea di pubblicare questi bandi per cinque annualità consecutive; pertanto gli agricoltori abruzzesi avranno a disposizione queste risorse fino all'esercizio finanziario del 2020», dice infine l’assessore. Le misure agro-climatico ambientali, considerando anche i fondi per il biologico, avranno così a disposizione oltre 130 milioni di euro «per perseguire questi risultati, ovvero un'agricoltura che garantisca equilibrio tra sicurezza alimentare e rispetto dell'ambiente, tutela del consumatore e aspettative in termini di cibo di qualità», conclude Pepe.
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