Corsa ai milioni erogati dall’Europa
Dalla formazione e il lavoro all’ambiente e il dissesto: ecco dove attingere aiuti
MONTESILVANO. Sapersi muovere in un labirinto di fondi europee significa innanzitutto conoscerne la destinazione. L'Italia riceverà una quota pari a 43,4 miliardi di euro per i 7 anni del periodo, aumentata del 6% sia per via della crisi sia per una modifica del calcolo di redistribuzione che privilegia il sostegno al sud Europa. Nella programmazione precedente 2014-2020 l'ammontare assegnato era invece di 36,2 miliardi di euro.
L'aumento è da attribuire agli andamenti maggiormente negativi degli indicatori utilizzati per il riparto: oltre al Pil pro capite, sono stati considerati anche il tasso di disoccupazione giovanile, l'accoglienza dei migranti, il basso livello di formazione, gli indicatori di basso livello sul cambiamento climatico. Ma veniamo a noi e cioè al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e al Fondo sociale europeo (Fse), destinati al Abruzzo e ai suoi Comuni, la cui entità dev’essere ancora quantificata ma sono ben chiari gli obiettivi strategici diventati ieri i temi di sei tavoli di incontro tra esperti e sindaci. Li elenchiamo uno per uno: “Europa più intelligente” che, in sintesi, finanzia la promozione di una trasformazione economica innovativa: più intelligente, appunto; “Europa più verde” e a bassa emissione di carbonio attraverso la promozione di una transizione verso l'energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell'economia circolare, dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione e prevenzione dei rischi; “Europa più connessa” attraverso il rafforzamento della mobilità e della connettività regionale alle Tic (tecnologie dell’informazione e della comunicazione); “Europa più sociale” attraverso l'attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali; “Europa più vicina ai cittadini” attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile integrato nelle zone urbane, rurali e costiere, e delle iniziative locali; e infine un’Europa più attenta alle risorse della terra e del mare. In questi contesti vanno individuati i fondi da programmare. Il lavoro, iniziato ieri, porterà 305 sindaci e la Regione a disegnare la mappa delle richieste all’Ue. (l.c.)

