Corsa alla solidarietà: donate 2mila mascherine

Studio legale le consegna oggi all’ospedale. E un benefattore offre 10mila euro
PESCARA. La macchina comunale avviata per fronteggiare l’emergenza coronavirus procede regolarmente, punta sulla solidarietà e si prepara anche all’allerta meteo. Servono fondi per acquistare materiale sanitario e i donatori non mancano: palazzo di città ha perciò messo a disposizione l’iban del Comune per convogliare le offerte dopo che, nei giorni scorsi, come spiegato dal sindaco Carlo Masci, un benefattore ha offerto diecimila euro. Non solo coronavirus però: dalle prime ore di oggi, e fino a giovedì, sono previste nevicate che possono arrivare anche al livello del mare: «Siamo pronti a fronteggiare anche questa emergenza», assicura l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia, «sperando di non avere a che fare con grossi problemi in un momento già difficile: in ogni caso non saremo impreparati». Nel frattempo, tra un’emergenza e l’altra, continua il lavoro delle forze dell’ordine per far rispettare tutte le norme anticontagio: domenica controlli e denunce sono diminuiti, pur aumentando in termini percentuali.
LA SOLIDARIETÀ. «Mi sono pervenute numerose richieste per poter effettuare donazioni da destinare all’acquisto di materiale sanitario», ha spiegato il sindaco nel suo ormai quasi consueto messaggio video diffuso su Facebook, «un benefattore ha offerto diecimila euro. Per coordinare questo flusso di generosità, ho messo a disposizione il conto corrente del Comune (IT11 Q054 2404 2970 0005 0000 340) per convogliare questo sentimento a cui ciascuno di noi potrà dare il proprio contributo indicando come causale “emergenza coronavirus”. Si può contribuire anche con una piccola somma, e lo stesso Masci ha annunciato che sarà tra i primi: «Dimostriamo con i fatti che nei momenti di maggiore difficoltà emerge il meglio della nostra comunità», ha concluso il sindaco, «facciamo vedere a tutti quant’è grande il cuore di noi pescaresi».
MASCHERINE DALLA CINA. Oggi Donatella Laureti dello studio legale D’Andrea & Partners di Shanghai consegna duemila mascherine chirurgiche all’ospedale. «Messe a disposizione dall’autorità di Changzhou National Hi-tech District in Cina su richiesta dell'avvocato pescarese Carlo D’Andrea», spiega la Laureti, «in segno dei rapporti di stima e di collaborazione con il nostro studio. Abbiamo pensato, viste le note difficoltà di approvvigionamento sul mercato, di farne dono all’ospedale di Pescara».
IL CENTRO OPERATIVO. A supporto dei pescaresi c’è sempre il Coc, il Centro operativo comunale attivo ormai per la terza settimana consecutiva. «Continuiamo a ricevere oltre le duecento chiamate al giorno», sottolinea l’assessore Seccia, «quando vengono annunciati nuovi decreti, la gente chiama soprattutto per informazioni sugli spostamenti. Normalmente le richieste riguardano la consegna di farmaci e spesa a domicilio, o informazione sulle attività commerciali». Ieri ad esempio, fino alle 13, su 161 chiamate, 130 erano per questi ultimi due motivi. Il centralino del Coc tra l’altro, da questa settimana ha ridotto l’orario: è operativo dalle 7,30 alle 20, e non più fino alle 22. «Perché abbiamo rilevato», dice sempre Seccia, «che dopo le 20 non arrivavano quasi più chiamate».
IL BANCO ALIMENTARE. Nei giorni scorsi, Seccia ha concluso un accordo con Banco alimentare e Caritas per far arrivare prodotti di prima necessità anche a chi non rientra nelle fasce assistite dai servizi sociali: «Si tratta di un’iniziativa del Coc destinata a chi comunque è in stato di necessità», spiega l’assessore, «non ha la possibilità di muoversi da casa e non riceve altre forme di assistenza».
I CONTROLLI. Domenica ci sono stati meno controlli e meno denunce, ma queste ultime sono però aumentate in termini percentuali rispetto ai giorni precedenti. Il servizio di monitoraggio della prefettura ha effettuato infatti 305 controlli rispetto ai 774 di sabato. Le denunce sono state 35 contro le 55 del giorno precedente: in percentuale si è passati quindi dal 7,10% di sabato all’11,47% di domenica. Evidentemente nell’ultimo giorno della settimana c’è meno gente da controllare, ma tra chi viene sottoposto a verifiche ce n’è qualcuno in più che trasgredisce le regole imposte dai decreti emanati dalla presidenza del consiglio dei ministri.
Anche nei giorni precedenti, del resto, la percentuale dei denunciati era stata inferiore al 10% dei controllati: l’8,83% venerdì (71 su 804) e l’8,38% giovedì (72 su 859).

