Corso Strasburgo verso la chiusura al traffico

27 Luglio 2014

I consiglieri Aliano e Musa (FI) attaccano l’amministrazione precedente «La strada aperta alle macchine solo per una convenzione con D’Andrea»

MONTESILVANO. Chiudere al traffico, il prima possibile, corso Strasburgo. E’ questa, secondo i consiglieri di Forza Italia Anthony Aliano e Manola Musa, l’azione necessaria per salvaguardare pedoni e ciclisti della via che collega la riviera alla nazionale, all’altezza della stazione di Montesilvano. L’esigenza di riservare al traffico ciclo-pedonale la strada è emersa nel corso di una seduta della commissione servizi, presieduta dal consigliere Danilo Palumbo, durante la quale è stato convocato il dirigente del settore urbanistica Bruno Celupica per fare il punto della situazione sul tema.

Una storia lunga e travagliata quella di corso Strasburgo che avrebbe dovuto essere il corso principale del quartiere più nuovo della città adriatica (Pp1), ma che è rimasto a lungo un binario morto fino allo scorso anno quando la via è stata in parte realizzata (da progetto dovrebbe avere un’ampiezza doppia) e aperta al traffico a senso unico. Eppure, all’inaugurazione tanto attesa hanno fatto seguito una serie di polemiche legate soprattutto alla dimensione dei marciapiedi, inaccessibili per le carrozzine. A tornare ora sull’argomento, sono i consiglieri di maggioranza che, puntando il dito contro la precedente amministrazione, chiedono all’attuale giunta di rendere il corso off limits per le auto. «E' sbalorditivo apprendere a distanza di mesi», commentano i due consiglieri, «della decisione adoperata, a detta del dirigente di settore, dall'ex sindaco, di voler modificare/rinnovare la convenzione sottoscritta tra l’Ente e l’impresa edile (D’Andrea Costruzioni, ndc), per l’apertura della via, che di fatto ha consentito di sgravare il costruttore dall’imminenza di una penale (oltre 40 mila euro all’anno) prevista in caso di ritardo nel completamento delle opere». Stando a quanto riferito dai consiglieri, dunque, in cambio dell’immediata apertura del tratto di strada, la cui realizzazione era tuttavia già prevista nella convenzione, il Comune avrebbe rinunciato a incassare la penale e concesso al costruttore di prorogare di ulteriori 3 anni l'impegno a terminare le opere. «Purtroppo questa amministrazione», concludono, «sarà chiamata a dover risolvere il problema ereditato con una probabile limitazione temporanea della strada al solo traffico ciclo-pedonale», almeno in attesa di un nuovo accordo con il privato.

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