Corso Vittorio riapre entro il 30 Referendum sul piano traffico

14 Novembre 2014

Lungo dibattito in Comune: in platea 70 commercianti e residenti divisi tra favorevoli e contrari Un’associazione minaccia un sit-in di protesta a oltranza in caso di ritorno delle macchine

PESCARA. Su corso Vittorio Emanuele si va avanti verso la riapertura al traffico automobilistico, a senso unico in direzione sud-nord, e a quello dei mezzi pubblici, con un limite di velocità di 30 chilometri all’ora: senza escludere, come ricalcato dal sindaco di centrosinistra, Marco Alessandrini, un referendum, ma solo su un piano traffico generale.

Ma al momento una data precisa sulla riapertura non c’è, anche se «non sarà oltre il 30 novembre», ha ricordato il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici, Enzo Del Vecchio. Nessuna «spallata », dunque, ieri pomeriggio, durante il consiglio comunale straordinario (foto Fabrizio Liguori), richiesto dal centrodestra (minoranza in consiglio comunale) per discutere sul destino del Corso, con una settantina di persone, tra commercianti e residenti, divisi in due claque, tra favorevoli e contrari alla riapertura alle auto della strada.

Insomma, a nulla è servito l’inedito asse Cinque Stelle-centrodestra, con un ordine del giorno pentastellato (più volte modificato durante l’assise civica, in quanto dapprima i grillini avevano rivolto un invito esplicito alla giunta di attivarsi, come attore principale, per un referendum consultivo, opzione però esclusa dallo statuto comunale) che prevedeva un invito alla giunta a impegnarsi per un avvio (in sostanza, la raccolta delle firme necessarie, come stabilito dalla Carta fondamentale del Comune) della consultazione popolare, oltre a un input per dare la spinta a un rinnovato piano traffico.

Ma è finita 19 a 10 per la maggioranza di centrosinistra, sui 29 presenti, con un quadro che non sarebbe cambiato se in aula ci fossero stati anche i due consiglieri di Sel, Daniela Santroni e Ivano Martelli, i quali, assenti nei giorni scorsi, attraverso il partito, si erano espressi a favore di una riapertura del Corso, ma solo ai mezzi pubblici. E se il centrodestra ieri ha dato il proprio endorsement ai Cinque Stelle, lo stesso non è accaduto dall'altro lato.

L’ordine del giorno esposto dal capogruppo di Pescara Futura, Carlo Masci, ha infatti incassato solo i voti del centrodestra, 7, opposti ai 19 voti contrari del centrosinistra (più due astenuti), e prevedeva invece un impegno per la giunta ad autorizzare la riapertura al traffico solo ai mezzi pubblici, ai residenti e alle biciclette, in aggiunta a un impegno a realizzare dei parcheggi, non interrati (ritenuti troppo costosi), ma a silos, nell’area di risulta.

È passato invece, con 19 voti favorevoli e 9 contrari, l’ordine del giorno della maggioranza, nel quale si invitano sindaco e giunta a dare seguito alla riapertura al traffico così come già deciso dal governo cittadino, «assicurando il consolidamento di ogni forma di partecipazione pubblica alle scelte che riguardano la pianificazione della mobilità in linea con l’incontro tenutosi questa mattina». Il riferimento è al primo incontro del tavolo tecnico che si è avuto ieri sul piano della mobilità, in cui si è discusso, tra l’altro, di filovia, parcheggi, sicurezza e mezzi pubblici. Ma se ieri non è arrivato un invito, dal consiglio comunale, a un referendum, Cinque Stelle e centrodestra andranno comunque avanti sulla consultazione popolare.

«Non ci fermiamo», hanno sottolineato al termine della seduta Masci ed Enrica Sabatini, capogruppo dei grillini, mentre Anthony Micolitti, presidente dell’associazione “Per lo sviluppo sostenibile di corso Vittorio Emanuele e dintorni”, intervenendo ieri durante la sessione aperta del consiglio, ha annunciato che dopo l’apertura al traffico del Corso organizzerà un sit-in di protesta «a oltranza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA