Corso Vittorio, spunta il cartello sbagliato

La denuncia dei disabili, Ferrante: «Il segnale è contro il Codice della strada, noi possiamo passare»
PESCARA. Il divieto di transito, all’imbocco della zona 30 sul lato nord di corso Vittorio Emanuele, è in palese contraddizione con le nuove norme del codice della strada. Al posto delle figure standard internazionali, previste dalla normativa e presenti su tutti i cartelli che indicano una qualsiasi zona a traffico limitato o autorizzano una deroga alla prescrizione per una o più categorie di utenti, compare soltanto la scritta: «Eccetto autobus e mezzi di soccorso». Questo impedisce al cartello di essere letto e riconosciuto anche dagli automobilisti stranieri che non masticano l’italiano. E non è tutto: dall’indicazione delle categorie escluse dal divieto di transito sulla corsia lato monte di corso Vittorio, nel tratto da nord verso sud, sono indicati i mezzi pubblici e le ambulanze, ma non si fa alcuna menzione dei disabili e delle forze dell’ordine, categorie che invece rientrano nella deroga. Una disattenzione che è stata segnalata all’ufficio Segnaletica e mobilità del Comune sia dall’associazione Carrozzine determinate, che difende il diritto all’autonomia dei disabili, e sia dagli stessi vigili urbani che hanno fatto presente l’errore dopo la sistemazione del cartello stradale all’incrocio tra piazza della Repubblica e corso Umberto. «Esiste una norma da ben 23 anni», precisa Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine determinate, «l’articolo 3 del decreto numero 285 del 1992, che stabilisce esattamente che la circolazione delle auto al servizio delle persone con disabilità “è consentita, qualora sia autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli per l’espletamento di servizi di trasporto di pubblica utilità”. Quindi, le persone munite di contrassegno speciale regolarmente valido hanno diritto di percorrere quella strada così come gli autobus e i mezzi di soccorso».
Un’altra anomalia riguarda la mancanza di segnalazione luminosa, a differenza dello stesso cartello stradale posto invece all’ingresso sud di corso Vittorio. L’assenza delle lucine rosse determina seri problemi di visibilità specialmente nelle ore notturne. Chi non è a conoscenza del divieto, infatti, arrivato all’incrocio con piazza della Repubblica e corso Umberto, potrebbe facilmente proseguire dritto verso sud senza accorgersi del pericolo e commettendo una grave infrazione. «Forse non è un dettaglio», prosegue Ferrante, «ma quel segnale stradale vieta alle forze di polizia, compreso i vigili urbani, di percorrere quel tratto. Anche questo ci sembra alquanto grave. Non vogliamo dare lezioni a nessuno, ma quello che il Comune ha sbagliato è escludere dal diritto le persone con disabilità. La cosa che rammarica ancora di più è che quando un cittadino segnala una situazione come abbiamo fatto noi da giorni, peraltro minacciando di rendere la cosa pubblica, nessuno si è degnato di rimediare né di contattarci. Ora chiediamo al Comune di restituire immediatamente il diritto a chi lo ha». (y.g.)
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