«Così ho cambiato faccia all’impianto a pezzi»

16 Dicembre 2014

Di Renzo mette a confronto le immagini del 2009 con quelle di oggi: dalla palude a casa dei campioni

PESCARA. «Due milioni di investimenti» per cambiare faccia alle Naiadi. Luciano Di Renzo parla con le immagini di una struttura abbandonata, nel 2009, e trasformata dopo 5 anni. Nelle fotografie si vede il parco ridotto a una distesa di fango, nel 2009, e adesso un’oasi verde frequentata dalle famiglie. Di Renzo sottolinea i risultati: con la sua gestione hanno nuotato alle Naiadi campioni del calibro di Federica Pellegrini e di Chad Le Clos, oro olimpico sui 200 farfalla a Londra 2012. E Di Renzo elenca i numeri della sua gestione: 40 le associazioni che operano alle Naiadi, centoquarantasette coloro che lavorano, 30 mila iscritti con 542 mila ingressi all’anno e ventimila pernottamenti generati negli alberghi della zona (con un indotto di circa un milione di euro) grazie alle squadre nazionali e internazionali che si allenano nel centro sportivo.

Per il presidente della Fin Dario Frammolini l’eventuale chiusura delle Naiadi «rappresenterebbe una tragedia». Il vice sindaco Enzo Del Vecchio ha assicurato l'interessamento del Comune sia con mezzi propri che verso la Regione. Infine Ernesto Petricca di Confimi Abruzzo ha confermato come il discorso Naiadi sia tabù per la Regione: «Anche io ho provato a chiedere ma ho trovato un muro. Questo silenzio è illogico».

La società di Di Renzo, Progetto sport impianti sportivi che gestisce Le Naiadi, paga un canone annuo di 1.500 euro dal 2008 alla Regione, in virtù di una convenzione decennale siglata con l’Azienda autonoma di cura, soggiorno e turismo di Pescara (ente finito sotto la Regione Abruzzo). La stessa società Progetto Sport di Di Renzo gestisce anche la piscina comunale di Francavilla.

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