«Così sono riuscito a fuggire dai tedeschi»

23 Luglio 2014

PESCARA. Grande festa l’altro ieri per i 90 anni di Fiore Di Sciascio, nato il 21 luglio del 1924. Di Sciascio è uno degli ultimi prigionieri di guerra ancora in vita, visto che esattamente 70 anni...

PESCARA. Grande festa l’altro ieri per i 90 anni di Fiore Di Sciascio, nato il 21 luglio del 1924. Di Sciascio è uno degli ultimi prigionieri di guerra ancora in vita, visto che esattamente 70 anni fa scampò alla prigionia imposta dai tedeschi durante il secondo conflitto mondiale, quando aveva solo 20 anni. Nato a Guardiagrele, anche durante la guerra risiedeva nel centro teatino, quando il 17 gennaio del 1944 alle due del pomeriggio, una pattuglia di due soldati tedeschi operanti nella zona lo trovò nascosto in una grotta nei pressi del torrente Vesola in contrada Caporosso e lo fece prigioniero. Con la minaccia delle armi venne condotto a Bocca di Valle e sottoposto a interrogatorio e angherie. In quei giorni, fu obbligato, insieme ad altri 15 prigionieri, a lavorare al soldo del nemico in montagna trasportando sulle spalle vettovaglie, armi e munizioni. Quattordici giorni dopo, il 31 gennaio, venne trasferito a Manoppello ma, il giorno seguente, insieme ad altri compagni riuscì a eludere la sorveglianza dei tedeschi e buttandosi in una scarpata raggiunse il Fosso di Manoppello. Dopo diverse notti passate nelle campagne, il 18 febbraio di quell’anno, Di Sciascio prima raggiunse il confine tra Rapino e Guardiagrele e in seguito arrivò a Casoli che era stata liberata.

Di Sciascio serba ancora oggi un ricordo molto vivido di quell’esperienza che avrebbe potuto avere un finale tragico. «Quando arrivai a casa», racconta, «mia madre mi disse di scappare e nascondermi perché erano già venuti a cercarmi». A 90 anni compiuti, dopo il periodo bellico, sono state tante le soddisfazioni che si è tolto: dopo la laurea in Ingegneria civile (è stato uno dei primi iscritti all’albo professionale di Pescara) è stato ininterrottamente, dal 1956 al 1975 consigliere e assessore comunale (occupandosi tra le altre cose della costruzione dello stadio Adriatico e della realizzazione dell’acquedotto Giardino), ma anche stimato professore dell’istituto tecnico industriale Volta. È stato anche componente della commissione di redazione del piano regolatore di Pescara del 1959 e consulente tecnico-legale del tribunale.

Loris Zamparelli

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