Cosa non fare durante il cenone

Gli esperti: cercate di evitare abbracci e baci e non invitate più di otto persone
PESCARA . Tra pranzo di Natale, cenone di Capodanno e più in generale feste natalizie, la parola d’ordine resta prudenza. L’importanza della prevenzione in un periodo in cui i contatti ravvicinati si intensificano, con il rischio di una maggiore circolazione del Covid, viene ribadita a più riprese dagli esperti. «Siamo in una situazione molto grave con alti livelli di trasmissibilità del Covid. Il periodo festivo, in cui i contatti tra gruppi di persone aumentano, può peggiorare le cose». Sono le parole che arrivano dall’Agenzia europea per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc). Secondo i virologi in queste settimane sarà fondamentale mantenere il distanziamento sociale e limitare le presenze a tavola nei banchetti che verranno organizzati.
MASCHERINE. L’uso dei dispositivi di protezione individuale resta ancora consigliato dagli esperti, tanto che in Abruzzo diversi sindaci hanno disposto l’ordinanza che ne prevede l’uso anche all’aperto nel periodo di festività.
ABBRACCI E DISTANZIAMENTO. L’appello a mantenere il distanziamento presuppone anche di evitare gli abbracci. Gli auguri di Natale dovrebbero essere fatti senza contatti ravvicinati. «Meglio indossare la mascherina e, quando possibile, mantenere sempre un certo distanziamento, soprattutto nei momenti di massimo festeggiamento», ripetono i virologi.
A TAVOLA. Tra i consigli che vengono dati per trascorrere delle festività in serenità, limitando i pericoli di trasmissione del Covid, c’è anche quello di creare una sorta di “cordone” di sicurezza per gli anziani e i fragili. Un esempio? Per i pranzi e le cene si potrebbe pensare a tavoli separati tra nipoti e nonni.
NUMERO DI INVITATI. Ed a proposito di banchetti natalizi, sarebbe opportuno evitare anche la presenza di numerosi ospiti per i festeggiamenti. Per i pranzi di Natale bisognerebbe limitarsi a invitare un certo numero di persone. Il massimo sarebbe 6-8 familiari o amici.
TAMPONI. Restano importanti i controlli: per le occasioni di aggregazione viene consigliato di sottoporsi a un paio di tamponi, soprattutto alle persone che ad esempio hanno un raffreddore, per evitare qualsiasi rischio.
VACCINI. L’attività di monitoraggio va di pari passo con quella vaccinale. Se abbiamo anziani o persone fragili, questi entrino in contatto con altri solo da vaccinati, meglio in un ambiente in cui tutti siano stati immunizzati con doppia dose, anche i giovanissimi, e meglio ancora se l’over 60 ha ricevuto la terza dose.
RIFUGI e alberghI. Per chi andrà in montagna, invece, nei rifugi sulle piste valgono le stesse regole previste per tutti i locali, bar e ristoranti: fino al 15 gennaio non si può entrare senza super Green pass se non per la consumazione al bancone o all’aperto. Per sedersi a un tavolo al chiuso è necessaria la certificazione verde rafforzata.
Chi è sprovvisto di Green pass non può andare in albergo, neanche in zona bianca. Non è però richiesto il super Green pass: si può soggiornare in hotel con la sola certificazione base in corso di validità.

