Costantini: in 5 anni Pescara è peggiorata, sì a verde e parcheggi

10 Maggio 2024

Il rappresentante del centrosinistra attacca: commercio in crisi a causa di progetti sbagliati, no alla Regione nell’area di risulta

PESCARA. Carlo Costantini, un passato da sindaco di San Giovanni Teatino, deputato e consigliere regionale e un presente da consigliere comunale uscente, è stato il promotore del referendum sulla città unica con la fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Costantini, 62 anni, padre di tre figli, guida la coalizione di centrosinistra composta da 5 liste. Se vincerà lui, ha già le idee chiare sul primo atto da sindaco: «Scioglierò il contratto per la realizzazione del palazzo della Regione Abruzzo nell’area di risulta». E Costantini è certo: «Masci stavolta perderà al primo turno». Domani alle ore 18, Costantini presenterà i suoi candidati in piazza Muzii.
La Pescara del 2024 è migliore della città di 5 anni fa?
«La Pescara di oggi è assolutamente peggiore. Gli ultimi cinque anni per i pescaresi sono stati davvero difficili: tartassati dalle multe dei semafori-trappola, bloccati da cantieri infiniti che hanno paralizzato la città, ingannati da progetti sbagliati pagati da noi, a partire da quello di viale Marconi. La città è spenta, insicura, sporca, senza parcheggi. Solo nel 2023 hanno chiuso ben 370 attività economiche. Insomma, la città è ferma e impoverita».
Di cosa ha bisogno, adesso, Pescara?
«Pescara ha bisogno di più sicurezza, ha bisogno di decoro urbano, ha bisogno di un’integrazione reale e concreta delle periferie. Servono più verde e più parcheggi. È indispensabile ripensare la mobilità ed attuare strategie immediate per il rilancio del commercio. Dobbiamo riaprire Pescara. C’è bisogno di esprimere una visione del futuro per far sì che la città riprenda la sua corsa in avanti».
Nel 2019 Masci vinse al primo turno, secondo lei cosa accadrà stavolta?
«Masci stavolta perderà al primo turno. Basta girare per le strade e parlare con i cittadini per avere la chiara percezione di quanto la città voglia voltare pagina al più presto. Negli ultimi mesi ho incontrato centinaia di persone e tutti, di continuo, hanno espresso la necessità di un cambiamento».
Alle elezioni regionali di due mesi fa, ha votato solo il 53,31% dei pescaresi: perché in tanti non vanno più a votare?
«Sono sicuro che l’8 e il 9 giugno la partecipazione sarà superiore. Insieme alle comunali, che storicamente assicurano una maggiore affluenza, c’è anche il voto per le europee. Il tema dell’astensionismo è ampio e complesso. La politica non è più in grado di dare le risposte che i cittadini si aspettano. In città la povertà è in costante aumento e assistiamo a condizioni strutturali di disagio, sociale, economico e culturale. Le persone in difficoltà sono sempre di più e faticano ad ottenere risposte dalla classe politica».
Qual è il suo pregio?
«Penso, ascolto e, solo dopo, decido ed agisco. Sono convinto che il benessere dei cittadini e il futuro della nostra città valgono molto di più di chi si trova periodicamente ad amministrarla. Un principio di questo tipo può essere praticato solo attraverso la partecipazione. Ascolto e condivisione saranno la regola quando sarò sindaco».
E quale sarebbe il valore aggiunto della sua coalizione?
«Abbiamo lavorato per comporre una squadra fatta di donne e uomini che sono in larga parte espressione della società civile, portatori di esperienze umane e professionali straordinarie. A questo si aggiunge, a fare da collante, la mia profonda conoscenza della macchina amministrativa, tenendo conto che da 35 anni mi occupo di questo anche per questioni professionali».
Se vincesse le elezioni, cosa farebbe subito da sindaco?
«Il giorno dopo la mia vittoria scioglierò il contratto per la realizzazione del palazzo della Regione Abruzzo, impedendo così una insensata colata di cemento nell’Area di risulta. Poi ripristinerò subito il mercato sulla strada parco, restituendo definitivamente il tracciato ai cittadini, perché il progetto del filobus è già fallito e questo è sotto gli occhi di tutti. Infine, andrò a Roma, al ministero dell’Interno, per assicurarmi che gli organici della polizia vengano reintegrati: Pescara deve essere una città sicura. Queste sono solo le prime azioni che porterò avanti per far sì che Pescara riprenda la sua corsa verso il futuro». (p.l.)