Costantini: riaprirò la città dopo 5 anni di progetti sbagliati

26 Maggio 2024

L’esponente del centrosinistra: «Semafori-trappola usati come bancomat, Pescara è peggiorata rispetto a 5 anni fa»

PESCARA. Carlo Costantini, 62 anni, candidato del centrosinistra, dipinge una Pescara in stato di crisi, dalle buche sulle strade al porto insabbiato, «paralizzata e ingannata dai progetti sbagliati» dell’amministrazione Masci. L’ex parlamentare gira il dito nella piaga della polemica e dice che la raffica di multe con le telecamere ai semafori è «un atto di cattiveria»: «Dobbiamo riaprire Pescara e guardare al futuro».
Perché i pescaresi dovrebbero votare per lei?
«In primo luogo per lasciarsi alle spalle questi 5 anni difficilissimi: tartassati dalle multe dei semafori-trappola, bloccati da cantieri infiniti che hanno paralizzato e stanno paralizzando la città, ingannati da progetti sbagliati pagati dai cittadini, a partire da quello di viale Marconi. Inoltre, dovrebbero scegliermi perché nei prossimi tre anni si completerà la realizzazione di un progetto, quello di Nuova Pescara, che ho ideato e studiato e a cui lavoro dal 2011. Probabilmente, fosse anche solo per questo, sono la persona più predisposta alla gestione di una fase delicatissima dalla quale dipenderà il successo o l’insuccesso del progetto della Nuova Pescara».
Mancano pochi giorni alle elezioni, quale messaggio vuole mandare ai cittadini?
«Ai cittadini mando il messaggio che sto ripetendo ormai da mesi: dobbiamo riaprire Pescara. Siamo uno schieramento unito, progressista, che guarda avanti e parla con tutti. Quando sarò sindaco, ascolto e condivisione, cioè quell’idea di partecipazione che è mancata in questi anni, saranno la regola. Abbiamo le idee ben chiare su ciò che è necessario per la città. C’è bisogno di esprimere una visione del futuro per far sì che la città riprenda la sua corsa in avanti».
Pescara cinque anni fa e Pescara oggi, è meglio o peggio?
«Assolutamente peggio rispetto a cinque anni fa. In questi anni centinaia di saracinesche di attività commerciali si sono abbassate definitivamente. Gli organici della polizia di Stato si sono ridotti all’osso. La percezione di insicurezza dei cittadini è cresciuta. Le strade sono piene di buche. La città è sporchissima. L’ospedale versa in condizioni di difficoltà e il sistema dell’assistenza sanitaria è al collasso, con liste di attesa infinite ed esami diagnostici che non possono essere assicurati. Le Naiadi sono ancora chiuse all’accesso da parte dei cittadini e dei bambini e solo le associazioni possono accedervi, ma in orari e con modalità prestabilite. Il porto continua ad insabbiarsi e i pescherecci continuano ad avere difficoltà drammatiche. L’aeroporto continua a registrare un costante calo dei voli e dei passeggeri. Pescara è sempre più isolata per via della sostanziale inagibilità della A14. E potrei andare avanti a lungo. È quindi impossibile non esprimere un giudizio negativo. Non c’è alcun dubbio: Pescara oggi è molto peggio di come era nel 2019».
Qual è la cosa peggiore fatta da Masci in 5 anni?
«La cosa peggiore fatta da Masci in questi 5 anni è stata usare i semafori trappola come un bancomat. Un bancomat finalizzato a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e ad iscrivere decine di milioni di euro nelle voci di attivo del bilancio del Comune. Nella gestione amministrativa si possono commettere degli errori, ma questa scelta, che ha consegnato a Pescara il triste primato di città più multata d’Italia, è veramente un atto di cattiveria, di livore e di risentimento nei confronti dei cittadini e nei confronti di una città che dopo l’emergenza Covid-19 aveva bisogno di ben altro».
Se potesse tornare indietro c’è una cosa, una, che non rifarebbe?
«Se dovessi tornare indietro ripeterei tutte le cose che ho fatto e ripeterei anche gli errori che ho commesso, perché gli errori nella vita insegnano e ti aiutano a non sbagliare più. Quello che sono oggi è anche e soprattutto il frutto degli errori che ho commesso. Tornare indietro e non ripetere gli errori mi darebbe sì una condizione di sollievo per il momento specifico in cui ho sbagliato, ma non mi consentirebbe di essere oggi la persona che sono».
Un sondaggio del Pd indica una situazione di incertezza con possibile ballottaggio: secondo lei, come andrà a finire?
«La favola della vittoria al primo turno è stata raccontata per convincere i pescaresi a votare la destra, nonostante Masci. Ma evidentemente hanno sottovalutato l’intelligenza dei pescaresi». (p.l.)