Costantini: sarà una Nuova Pescara

7 Maggio 2019

Polo civico: teatro gremito per l’ex deputato, padre del referendum sulla fusione

PESCARA. Si è presentato come il futuro sindaco, il padre della Nuova Pescara e «l’unico politico in Italia eletto due volte deputato e due volte consigliere regionale ad aver rinunciato alla pensione, al vitalizio e all’assistenza sanitaria gratuita» per sé e per la propria famiglia. Carlo Costantini, avvocato e politico di lungo corso, sceglie il teatro Sant’Andrea per presentare alla città la propria candidatura a sindaco e la squadra dei candidati consiglieri delle tre liste civiche “Città del futuro”, “Faremo Grande Pescara” e “Nuova Pescara”. Di fronte a centinaia fra sostenitori e curiosi, Costantini intervistato dalla giornalista Chiara D’Onofrio ha toccato i punti principali del suo programma elettorale. A partire dal sogno di vedere realizzata la Nuova Pescara, grazie all’accorpamento fra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. «È il più grande processo di fusione fra Comuni mai realizzato in Italia», ha detto, «cinque anni fa ho scommesso sull’intelligenza e sulla lungimiranza dei pescaresi che, con il 71 per cento dei consensi al referendum, hanno dimostrato di saper guardare oltre i confini istituzionali, puntando sui vantaggi della nuova città unita».
Il progetto di Costantini è supportato da una serie di dati: «Ci saranno da 1 milione a 1,5 milioni di euro all’anno di risparmi sui costi della politica», ha snocciolato il candidato sindaco del polo civico, «maggiori trasferimenti dallo Stato e 5 milioni di euro che ogni anno potranno essere impiegati per servizi e infrastrutture. Inoltre, una volta perfezionata la fusione, avremo dai 100 ai 140 milioni da investire, superando anche i vincoli del patto di stabilità».
Spazio, fra gli argomenti a cuore a Costantini, al risanamento del fiume, all’attenzione alla qualità del mare e al ripristino dei collegamenti con la Croazia, a un piano traffico unitario fra i comuni dell’area metropolitana «in ragione delle 110mila auto che ogni giorno arrivano a Pescara principalmente da Montesilvano e Spoltore» e alla battaglia contro la Regione Abruzzo affinché nell’ospedale di Pescara sia realizzato il Dea (dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello. «Le rivendicazioni non sono legate a logiche di campanile», ha specificato, «ma al numero maggiore di accessi al Pronto soccorso rispetto a Chieti e allo stesso principio di unitarietà della struttura». Un passaggio Costantini lo ha riservato all’opposizione, ai partiti tradizionali e all’emergenza che stanno vivendo oggi Le Naiadi. «Chiederò alla Regione», ha evidenziato, «di restituire la gestione al Comune, ma senza alterare gli equilibri del project financing in corso, perché è un ente troppo lontano dalle necessità delle famiglie che la frequentano e di chi ci lavora». Nel programma della coalizione rientra anche il potenziamento dell'aeroporto, con l'obiettivo di un milione di passeggeri annui, il rilancio del commercio e la trasformazione di Portanuova in un distretto culturale. Rivolgendosi poi agli oltre 70 i candidati, di cui 31 donne, ha concluso: «Sono dei coraggiosi, esattamente come me. Avrebbero potuto candidarsi in un partito tradizionale, ma hanno scelto il cambiamento. Non siamo solo il polo della grande Pescara, ma il polo del buon senso, della concretezza, delle donne e degli uomini liberi di cambiare Pescara».
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