Costi e tecnologie: chirurghi ospedalieri da oggi a convegno

21 Maggio 2017

MONTESILVANO. Per la prima volta in Abruzzo e per la 36ª dalla fondazione della loro società, i chirurghi ospedalieri italiani si riuniranno per il loro congresso nazionale al Palacongressi da oggi a...

MONTESILVANO. Per la prima volta in Abruzzo e per la 36ª dalla fondazione della loro società, i chirurghi ospedalieri italiani si riuniranno per il loro congresso nazionale al Palacongressi da oggi a mercoledì. Discuteranno di temi attualissimi, quali la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale che, a fronte di una galoppante evoluzione tecnologica, mentre permette di erogare cure sempre più raffinate ed efficaci, comporta una inevitabile lievitazione dei costi sulla quale è quanto mai opportuno riflettere, in Italia così come nella nostra vecchia Europa, continuamente stretta nella morsa tra sviluppo e austerity.
Lontano 5000 anni da quando in Mesopotamia veniva effettuata la prima incisione di un ascesso, ma distante anni luce dai suoi colleghi di solo un secolo fa, il chirurgo degli anni 2000 comanda da una consolle i movimenti di un robot, utilizza visori 3D e schermi ad alta definizione, introduce strumenti endo-laparoscopici nel corpo dei pazienti, adopera nuovi materiali che permettono di arrestare un’emorragia, sigillare i tessuti, posizionare protesi biocompatibili. La lama del bisturi ha ceduto il posto agli ultrasuoni, al laser, alle radiofrequenze, i punti di sutura in lino o in seta vengono sostituiti da quelli in sintetici e riassorbibili, sempre più spesso applicati non dalla mano da chirurgo, ma da suturatrici meccaniche a comando elettronico che in pochi secondi sezionano e suturano i tessuti dispiegando file di clips in titanio.
Questo rapidissimo progresso è un lusso che la nostra agiata società può permettersi? Sarà salvaguardata l’equità nell’erogazione delle cure, consentendo a tutti di godere dello stesso livello di assistenza a tutte le latitudini? Il medico e il paziente si avvicineranno o si allontaneranno? Chi vigilerà sull’appropriatezza nell’applicazione di tecnologie sempre nuove, che rapidamente invecchiano e diventano obsolete? Aumenterà o diminuirà il contenzioso medico legale, che in tutto il mondo occidentale continua a crescere, nonostante il costante miglioramento della qualità del sistema? A questi e ad altri interrogativi cercheranno di dare una risposta i circa 1200 pronipoti di Esculapio giunti in riva all’Adriatico da tutte le regioni italiane per la loro convention annuale, fortissimamente voluta in Abruzzo dal coordinatore regionale Vincenzo Vittorini e da Massimo Basti, direttore della Chirurgia generale dell’ospedale di Pescara, che insieme alla sua giovane e affiatata équipe ha abbracciato con convinzione la causa dell’evoluzione tecnologica. Nella sala operatoria dell’ospedale Spirito Santo infatti la chirurgia robotica, la laparoscopia ad alta definizione e 3D e la microchirurgia endoscopica sono di casa, ma solo nell’ottica di fornire al paziente il trattamento migliore al costo della minore invasività e senza mai dimenticare che dietro ogni strumento di ultima generazione, per quanto sofisticato esso sia, ci sono sempre le mani che lo muovono e la mente che quelle mani comanda.