Costi, il commercio chiede aiuto Il prefetto si rivolge al Governo

Di Vincenzo raccoglie le segnalazioni delle aziende e le gira a Roma. Le associazioni: subito interventi Venni (Arco): lo Stato può calmierare i prezzi, ma non lo fa. Di Corcia (Acu): si distrugge l’economia
PESCARA. Il prefetto di Pescara Giancarlo Di Vincenzo ha raccolto la segnalazione arrivata da quattro associazioni di consumatori abruzzesi, che lanciano l’allarme sul caro bollette e chiedono interventi immediati, e l’ha girata a Roma. Trattandosi di un problema di livello nazionale, che esula dall’ambito puramente locale, la prefettura non può fare altro che monitorare la situazione e le criticità e segnalarle a chi di competenza, fa sapere proprio la prefettura che in passato ha già accolto altre realtà associative, scese in piazza con le pentole vuote.
Intanto le 4 associazioni e cioè Acu Abruzzo, Arco Consumatori, Contribuenti Abruzzo e Guardia civica, tornano alla carica perché continuano a ricevere segnalazioni di bollette spropositate, dopo quella da 227mila euro di un ristoratore che ha chiesto all’Acu, presieduta da Luigi Di Corcia, di intervenire per bloccare la maxi fattura. «Ciò che facciamo», spiega proprio Di Corcia, «è contestare le bollette quando hanno degli importi dubbi, e in questo caso si blocca la procedura fino alla risposta del soggetto interpellato. A quel punto percorriamo la strada della conciliazione, di fronte all’Arera, ma in questo momento la procedura è impossibile da seguire perché il sito dell’Area è bloccato dal 29 di agosto, a seguito di un attacco hacker. A distanza di un mese è ancora tutto fermo e, di fatto, la procedura non è attivabile, perché l’unica possibilità è quella di promuoverla on line. E immagino che le istanze di conciliazione da promuovere di questi tempi siano migliaia».
Una prima impennata dei prezzi di luce e gas c’è stata «tra maggio e giugno e un’altra ci sarà a ottobre», ricordano le associazioni dei consumatori che parlano di «mancanza di sicurezze per il futuro, perché non si sa cosa accadrà», dice preoccupato Franco Venni di Arco, «e se si arriva alla chiusura dei rubinetti si va tutti a spasso. È indispensabile che lo Stato, che guadagna sulle royalty, cominci a defalcare la sua quota, oppure deve rimetterla in circolo». «Lo Stato», prosegue Di Corcia, «potrebbe calmierare i prezzi ma non lo sta facendo, rischiando di far morire interi settori commerciali e impedendo alle famiglie di accendere i riscaldamenti o di usare l’energia elettrica. Serve una moratoria, è questo che chiediamo», continua il presidente dell’Acu ricordando che è stato chiesto dalle quattro associazioni al presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi e al presidente della Regione Marco Marsilio di evitare che si sospenda l’erogazione a chi non paga le maxi bollette.
«Noi chiediamo la rateizzazione, ma poi le rate si accumulano con le nuove bollette e ci si trova a pagare cifre enormi ugualmente», fa notare Venni sottolineando che «il Decreto aiuti non risolve niente: viene contrabbandato come intervento del governo ma sono solo briciole». Venni pensa, ad esempio, al settore degli hotel, che paga somme consistenti, ed «è costretto ad aumentare i prezzi, di fronte agli aumenti. Per cui si rischia di avere meno servizi». «Ma il problema interessa tutti», commenta Ernesto D’Onofrio (Contribuenti). «Fino ad ora gli imprenditori ci hanno rimesso in prima persona e i cittadini sembrano spettatori della impennata dei prezzi di luce e gas ma ora stanno cominciando a subire gli aumenti» di riflesso, ad esempio sulla spesa. Con l’arrivo dell’inverno la situazione può solo peggiorare. «Molti chiuderanno e salteranno i gestori», conclude Di Corcia che intende «alzare la voce per ottenere tutele. Servono interventi d’urgenza e strutturali. Mi colpisce la classe politica, dalla quale fino ad ora non ho sentito ancora una proposta. Ma così si distrugge la piccola economia reale».

