Costi più accessibili rispetto a 10 anni fa ma si compra meno

30 Dicembre 2014

Effetto crisi: al ristorante si risparmia fino al 20 per cento Cocktail, vini e spumanti hanno subìto aumenti

PESCARA. A casa propria o di amici, il cenone del 31 dicembre ha dei must da rispettare, dalle bollicine alle lenticchie. La crisi fa la sua parte e se dieci anni fa la spesa per i prodotti del cenone era più generosa oggi, osservano i commercianti, la clientela è più oculata, sul prezzo e sulle quantità.

Se i prezzi di calici e cocktail hanno subìto leggeri aumenti dal 2005, stagliandosi sui 4/7 euro a consumazione, e se il costo a persona del cenone è, invece, sceso di un po’ nella media, per gli acquisti riservati alla cena di fine anno si è registrato un cambio variabile dei costi, che va dall’aumento dei prezzi di vini e cotechino al ribasso di frutta e lenticchie. E la risposta da parte del cliente gioca su una maggiore consapevolezza di cosa e quanto comprare, cercando sempre il meglio del rapporto qualità/immagine/prezzo.

«Rispetto a dieci anni fa si va di più sulla ricerca di un buon prodotto senza rincorre necessariamente nomi noti, buttando sempre l’occhio al costo» spiega Matteo Ciarrocchi (nella foto), titolare della storica vineria “don Gennaro” di via Cesare Battisti. «Per il cenone in genere si comprano vini rossi, con una preferenza notevole per quelli del territorio, e bollicine. La maggior parte della clientela» continua «sceglie etichette italiane per brindare e champagne da regalare. In media rispetto al 2005 i prezzi sono cresciuti di un 10 per cento,» conclude Ciarrocchi, «il cliente ha quasi lo stesso budget a bottiglia rispetto ad allora, ma ha ridotto parecchio le quantità di acquisto».

Oggi i prezzi variano notevolmente, fa osservare il giovane vinaio. «Se ad esempio gli spumanti abruzzesi delle cantine Marramiero e Chiusa Grande stanno sotto ai 20 euro, i cugini di Franciacorta vanno dai 18 euro di Barone Pizzini fino ai millesimati di Ca' del Bosco che sfiorano i 50 euro. Lo champagne viaggia invece da proposte sotto ai 40 euro di Joseph Perrier fino ai top come il Perrier Jouët Belle Epoque e il Dom Ruinart che costano intorno ai 150 euro, passando per un'etichetta meno nota come Jacquesson proposta a 60 euro circa».

Dal calice ai piatti, gli aumenti rispetto al 2005 non sono finiti: gli immancabili zampone e cotechino costano oggi sui 10 euro al chilo, rispetto ai 7/8 euro di allora, come raccontano i titolari del vicino Market FB. Prezzi leggermente ribassati invece per le classiche lenticchie, che vanno oggi dai 2 agli 8 euro al chilo, e scesi poi di un 40 per cento rispetto a dieci anni fa per la frutta maggiormente usata al cenone. I fratelli Pianella dell’omonimo ortofrutta di via Battisti parlano di prezzi quasi dimezzati dal 2005 ad oggi, e di una clientela orientata sui prodotti meno cari. Nella fruttiera di Capodanno i pescaresi metteranno comunque uva, clementine, ananas e meloni, nei bicchieri bollicine italiane o francesi e nel piatto lenticchie con cotechino o zampone in segno di prosperità, con buona pace della crisi e del proprio portafoglio. (g.d’o.)

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