Costo della vita e pensioni: scoppia l’emergenza anziani

8 Settembre 2022

I sindacati: nelle case popolari 1.700 inquilini con reddito basso hanno più di 65 anni

PESCARA. Rinunciano ad alcune spese fondamentali, come quelle per curarsi. E tirano sempre più la cinghia sulla spesa, perché i beni di prima necessità stanno diventano troppo costosi. Non è semplice, per i pensionati, fare i conti con l’inflazione e con il caro bollette che si è già manifestato nella prima parte del 2022 e rischia di aggredire tutti in maniera preoccupante, a breve, dalle imprese alle famiglie passando per quegli anziani che vivono con somme risibili, della pensione sociale o della reversibilità, cioè dai 500 ai 650 euro massimi al mese. Lo sanno bene i rappresentanti dei sindacati che incontrano e ascoltano quotidianamente gli anziani, registrandone le difficoltà.
Allo Spi Cgil Alessandra di Simone si sta attivando per dare una risposta concreta a chi ha bisogno di servizi ma non si può permettere di pagarli. «Gli anziani devono sostenere le spese della casa e spesso di ritrovano sul groppone i figli (e nipoti), che tornano dopo la separazione, magari senza lavoro (che non si trova). Per questo non possono permettersi tutto ciò che non è mutuabile e non si curano. Oppure si fanno carico di gestire in casa delle disabilità gravi. Insomma, i pensionati soffrono tantissimo», dice Di Simone che a breve vuole aprire «uno sportello sociale per creare una rete tra le associazioni di volontariato che garantiscono servizi agli anziani e che magari non si conoscono». Ma vuole anche «consentire agli anziani di accedere, ad esempio, al centro diurno (a pagamento) di una associazione che si occupa di assistenza ai malati di Alzheimer, magari attivando una convenzione».
Di Simone ne ascolta tante, di storie, a Pescara e a Pianella. «Vengono da noi anche solo per sfogarsi, d’altronde gli sportelli delle istituzioni non riescono ad accogliere tutti. E così ci si rende conto che le soluzioni non sono vicine ai bisogni». Lo sportello può servire, quindi, a «rendere più agevole il percorso di tutela degli anziani e farci portavoce delle istanze, delle denunce, di chi ha bisogno», partendo dal presupposto che «c’è già un patronato che si occupa della gestione delle pratiche e dell’assistenza». Insomma per i pensionati, che sono stati sempre «un punto di riferimento per le famiglie», il quadro è a tinte fosche e potrebbe esserlo ancora di più a breve. «La situazione è devastante e a ottobre sarà ancora più difficile, con il caro bollette».
«Si sta parlando di soluzioni per calmierare i prezzi, ma non servono misure temporanee: servono soluzioni strutturali e bisogna evitare le speculazioni, che pure ci sono», dice dalla Fnp Cisl Ezio Guidi. «I prezzi del paniere sono lievitati e non si può fare fronte a questi aumenti anche se si stringe la cinghia per cui c’è chi minaccia di non pagare più le bollette. E se questo fenomeno dovesse dilagare, si arriverebbe alla disobbedienza: una rivoluzione. Noi abbiamo lanciato un segnale anche al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, qualche mese fa. Ci siamo presentati in piazza Italia con le pentole vuote, perché riempirle è sempre più complicato. E ora si sta arrivando al punto che o si mangia o si pagano le bollette. Chiediamo alla politica di mettersi insieme e di decidere, aldilà della propaganda. Va fatto subito, ancora prima del voto», esorta il rappresentante della Cisl.
«Con l’arrivo del freddo aumenteranno consumi e spese per illuminazione e riscaldamento ma l’effetto della stangata in realtà si è già sentito e basti pensare agli inquilini delle case popolari, in particolare gli anziani», dice dal Sunia (Sindacato inquilini) Giuseppe Oleandro, segretario regionale. «Il 40% degli inquilini delle case popolari ha più di 65 anni, parliamo di 1.700 famiglie circa. Se vivono nelle case popolari vuol dire che non hanno un reddito superiore a 15mila euro l’anno. L’Ater salda le spese delle bollette e poi si rifà, giustamente, sugli inquilini, dividendo i consumi tra le famiglie. Solo per l’illuminazione della gradinata condominiale (a Pianella) il prezzo è più che raddoppiato, dal 2021 al 2022 (cioè prima della guerra), passando da 250 euro l’anno a 592 a famiglia. Sono 50 euro al mese, praticamente più del canone di affitto». Il prossimo inverno il problema esploderà «perché gli anziani sono energivori: stando a casa hanno luce e tv accese. E questi sono consumi non comprimibili. Se al mercato si può decidere cosa comprare, per queste cose non si può. E ne va della qualità della vita».