Costruisce mitraglietta in casa «Armi clandestine agli anarchici»

24 Marzo 2024

Blitz dei Ros nell’alloggio di un 23enne: è accusato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo Era riuscito a fabbricare una pistola con una stampante 3D. Le chat intercettate: «Darò fastidio ai governi»

PESCARA. Aveva «progettualità eversive» e voleva creare «un fastidio non da poco per i governi». In chat, un ragazzo di 23 anni di Pescara svelava il suo grande obiettivo di anarchico: parlava al plurale perché, probabilmente, il suo piano era diventare una spina nel fianco del governo Meloni e non soltanto quello attraverso azioni di lotta armata. Secondo l’accusa, studiava sui siti internet invisibili come produrre, in casa, armi da fuoco da destinare poi alle frange anarchiche radicali. Il 23enne voleva costruire una mitraglietta con una stampante 3D e ci era quasi riuscito. I carabinieri del Ros sono piombati in casa sua prima che mettesse insieme tutti i pezzi, dal caricatore fino a canna, grilletto e molle: in un’indagine diretta dalla Procura di Roma, i Ros hanno perquisito casa, computer e cellulari del giovane che è accusato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo.
A Pescara si torna a parlare degli anarchici: Pescara è la città di Alfredo Cospito, l’anarchico accusato di terrorismo detenuto in regime di 41-bis nel carcere di Sassari. Da Pescara, con l’occupazione dell’Aurum nel 1991, Cospito ha mosso i primi passi fino a diventare una delle menti del movimento eversivo. Adesso, le chat del 23enne violate dai carabinieri del Ros raccontano di un’altra pista anarchica, niente a che vedere con Cospito: il giovane avrebbe voluto «diffondere attivamente queste armi all’interno del movimento anarchico, soprattutto nelle frange più estreme». Questo il suo intento dichiarato nei messaggi delle chat criptate.
Con il moto “Allenati, Addestrati, Armati, Combatti!”, il 23enne si era messo all’opera per produrre armi clandestine: il suo laboratorio era in casa, tra l’armadio e il letto. Dalle indagini del Ros, è emerso che il giovane avrebbe acquisito sui siti del dark web – si tratta di una parte di internet con contenuti nascosti che consente agli utenti di celare la propria identità – istruzioni per la fabbricazione di armi: tutorial su come costruire armi in grado di sparare davvero. E queste armi erano totalmente realizzabili con una stampa 3D e conosciute con il nome di FGC9, abbreviazione di “Fuck Gun Control 9”, attività questa riconducibile al fenomeno delle “ghost guns”, cioè armi acquistate in kit senza alcuna tracciabilità.
Sono state scoperte e sequestrate varie componenti per la realizzazione dell’arma, pronte per essere assemblate, oltre a stampati pubblicitari riproducenti la pistola con a fianco il simbolo dell’anarchia (“A”) e la scritta “Allenati, Addestrati, Armati, Combatti!”. Secondo l’accusa, il giovane si era attivato anche per produrre munizioni. E per diffondere le sue creazioni si era rivolto a siti di controinformazione anarchica per promuovere «progettualità eversive».