Costruttore chiede maxi risarcimento

Il Comune blocca i lavori di sei villette, lui vince il ricorso al Tar e ora vuole 1 milione 300mila euro di danni

MONTESILVANO. Un risarcimento da quasi 1 milione e 300 mila euro, scaturito da un ricorso accolto dal Tar, quello chiesto da un'impresa di costruzioni al Comune di Montesilvano, accusato di aver intimato illegittimamente, tramite il servizio abusivismo edilizio, la demolizione di un complesso abitativo a Montesilvano Colle. La querelle tra l'impresa di costruzioni montesilvanese Regina Real Estate – di cui è legare rappresentante Antonietta Di Remigio, responsabile secondo il dirigente dell'VIII settore, Costantino Di Donato, di non aver rispettato il vincolo idrogeologico, e il Comune avrebbe avuto origine da una svista della Forestale, che avrebbe dato il proprio nulla osta (in data 15/10/2008) alla costruzione di 4 fabbricati, invece dei 6 per i quali realmente era stata richiesta l'autorizzazione.

All'origine dell'equivoco due villette che, essendo bifamiliari, avrebbero dovuto essere considerate come quattro unità abitative. La mancata autorizzazione della Forestale per una parte del complesso residenziale ha spinto, dunque, il dirigente a determinare la sospensione dei lavori e l'avvio del procedimento di annullamento delle relative d.i.a. (dell'8 aprile e del 16 maggio 2012) e contestualmente l'impresa a richiedere alla Forestale un nuovo nulla osta idrogeologico a sanatoria (ottenuto il 13/06/12). Ordinanza, quella dell'VIII settore, ritenuta legittima dal Tar di Pescara ,al quale aveva fatto ricorso l'impresa di costruzuioni, che tuttavia sottolineava come «il sopravvenuto nulla osta costituisce un fatto nuovo che dovrà oggi necessariamente essere preso in esame dall'amministrazione». Eppure dopo qualche giorno il dirigente Di Donato prima procede all'annullamento delle d.i.a. (determinazione n.3/2012 del 12/07/12) e subito dopo ingiunge all'impresa «di provvedere alla demolizione di tutte le opere realizzate» (ordinanza n.73 del 19/07/12). Circostanza che spinge la Regina Real Estate a diffidare il dirigente del settore urbanistica, Gianfranco Niccolò, a procedere all'immediato annullamento della determinazione dirigenziale e a chiedere chiarimenti all'ing. Di Donato sul perché non si sia tenuto conto del nulla-osta a sanatoria, pervenuto prima della determinazione. Nonostante la comunicazione da parte di Niccolò, il dirigente del settore abusivismo prosegue per la sua strada e notifica nuovamente i provvedimenti all'impresa di costruzioni. L'azienda di Montesilvano decide così di tornare davanti ai giudici del Tar che, con la sentenza n. 427 del 18 ottobre scorso accolgono pienamente il ricorso decretando l'annullamento della determinazione e dell'ordinanza del VIII settore. Il tribunale condanna, inoltre, il Comune al pagamento delle spese di giudizio per un importo pari a 1.500 euro. Ma la ditta non si accontenta, come dimostra una lettera, datata 25 ottobre a firma del legale dell'azienda, l’avvocato Fabrizio Rapposelli, e indirizzata al sindaco Attilio Di Mattia, con il quale viene richiesto il risarcimento milionario. «A seguito dell'illegittimo comportamento dell'Ente da lei amministrato», si legge tra l'altro nella lettera, «la mia assistita ha subito ingentissimi danni patrimoniali e non, quantificati in complessivi 1.284.700 euro», somma derivante dalla restituzione del doppio delle caparre ai clienti, da perdite di chances e dal danno d'immagine.

Antonella Luccitti

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