«Così andiamo in rovina» «No, evitato il pasticcio»

I balneatori divisi sulla decisione. Confesercenti e Confartigianato sono critiche Confcommercio: «È migliorabile». Per Cna va fatta una mappatura delle spiagge
PESCARA. Di fronte al disegno di legge Concorrenza c'è sconcerto da parte di tanti imprenditori del settore balneare.
FIBA CONFESERCENTI
«Nei prossimi giorni, non si escludono iniziative di protesta», spiega Giuseppe Susi, presidente regionale di Fiba Confesercenti, «avremo degli incontri a livello nazionale e lì decideremo il da farsi. Di certo il governo non ha preso una decisione perché il nodo chiave era quello degli indennizzi e ha rimandato a decreti successivi. Quindi, in buona sostanza, è stata fatta una legge delega senza contenuto. Questa è l'ennesima delusione di una politica incapace di decidere e di dare una prospettiva seria. Noi», fa presente, «non possiamo continuare a vivere pensando al 2023, al 2024 e così via. Le aziende, le famiglie non vivono. La situazione è insostenibile e lo è anche a livello psicologico. Non si può andare avanti in questo modo. Siamo nell'incertezza più totale. La cosa è molto semplice. C'era», spiega, «una legge, la 145 del 2018, votata dal parlamento, firmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale e oggi non c'è più. Oggi ci vengono a dire sostanzialmente che hanno scherzato. Ci sentiamo presi in giro. Dopo due anni e mezzo, è arrivata una sentenza del Consiglio di Stato che ha cancellato una legge. Può il Consiglio di Stato cancellare le leggi? Non mi sento più cittadino. È stata cancellata», ribadisce, «una norma con effetto retroattivo. Credo che tutti dovrebbero sentirsi preoccupati».
SIB CONFCOMMERCIO
Per il presidente di Sib Confcommercio, Riccardo Padovano, è stato «evitato il pasticcio». «La partita», dice, «si è chiusa zero a zero. Il decreto così come era stato scritto era tremendo, così com'è scritto ora, invece, è da ragionarci. L'altra sera ho incontrato all'Aquila il leader della Lega, Matteo Salvini, e gli ho parlato della legge 145 fatta dal governo Conte con l'allora ministro Centinaio. Andavano soltanto inseriti i decreti attuativi. Una buona legge avrebbe portato la riforma delle concessioni demaniali ad un percorso non indifferente». «A questo punto», continua, «abbiamo bisogno di un tavolo che sia politico e che tenga conto delle imprese balneari. Chiedo, inoltre, perché nel decreto legge sono state escluse le concessioni demaniali per i cantieri e le concessioni demaniali marittime per le attività di acquacoltura. Perchè questo distinguo? Il punto è che si vogliono mandare all'aria 30 mila aziende. Noi speriamo che la politica riprenda in mano la situazione. E l'abbiamo detto anche a Salvini».
CNA BALNEARI
Per Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di Cna balneari, sono tre i punti su cui la categoria insisterà. «Il primo», sottolinea, «è il riconoscimento del valore commerciale per le imprese al netto degli investimenti effettuati. Questo è necessario per valorizzare e riconoscere il lavoro di una vita dei concessionari, che hanno realizzato dal nulla un offerta di qualità. L'altro aspetto è il diritto di prelazione. Gli attuali concessionari hanno realizzato ciò che oggi vediamo e, quindi, è giusto che abbiamo questo diritto per rilanciare un'offerta migliorativa non solo sul piano economico, ma anche sulla qualità dei servizi da mettere in campo. Terzo punto riguarda la definizione della mappatura delle spiagge italiane e abruzzesi. E noi, come Cna balneari, siamo certi che ci sia possibilità per nuove iniziative imprenditoriali. Per fare questa ricognizione, c'è però bisogno di un ulteriore periodo transitorio. Queste, ripeto, sono le tre istanze su cui ci stiamo battendo e ci batteremo».
CIBA CONFARTIGIANATO
Assolutamente contrario all'accordo sulle concessioni, Ciba Confartigianato. «Ha vinto la linea di Draghi», sottolinea il presidente Stefano Cardelli, «siamo assolutamente contrari anche perché declinare l'indennizzo nei prossimi decreti attuativi significa morte sicura per noi. L'indennizzo poi in base a che cosa? Come verrà declinato non lo sappiamo. Quindi, questo vuol dire ancora più incertezza rispetto a prima. Significa lasciare senza nessun tipo di tutela i concessionari attuali, che si vedranno espropriate le loro aziende a favore delle multinazionali straniere». Per Federbalneari Italia, si è creato un «profondo stallo che mette a rischio sia l’assegnazione delle spiagge che la programmazione del turismo, la quale invece merita una riflessione attenta da parte delle istituzioni, considerato quello che rappresenta per la collettività e per l’economia del Paese».(u.c.)

