Così dicevano gli arrestati intercettati: «Freghiamo tutta Italia»

6 Novembre 2024

In quattro sono finiti agli arresti domiciliari nell’inchiesta della procura di Milano sulle cyber-spie: l’ex superpoliziotto Carmine Gallo, amministratore delegato della Equalize, società di...

In quattro sono finiti agli arresti domiciliari nell’inchiesta della procura di Milano sulle cyber-spie: l’ex superpoliziotto Carmine Gallo, amministratore delegato della Equalize, società di investigazione privata di Milano, e Nunzio Calamucci, Massimiliano Camponovo e Giulio Cornelli, titolari o soci di aziende collegate e specializzate nella sicurezza e nell’informatica. Stando alle parole riportate nelle intercettazioni di Calamucci, uno dei presunti capi dell’associazione per delinquere che avrebbe creato report con dati riservati, «attraverso il sistema di dossieraggio illecito da lui congegnato» il «gruppo» sarebbe stato «in grado di “tenere in mano” il Paese». Lo scrive il giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice nell’ordinanza di custodia cautelare, che riporta passaggi di una conversazione in cui Calamucci diceva: «tutta Italia incul....». La presunta associazione per delinquere, si legge ancora nel documento, disponeva «di una rete relazionale di livello, costituita da imprenditori, manager di importanti industrie, persone del mondo della politica e dello spettacolo, attraverso la quale la Equalize», società di investigazione al centro dell’inchiesta come altre due, «ha progressivamente costituito un importante bacino di clientela». E ancora: «Con i report che abbiamo noi in mano possiamo sputtanare tutta l’Italia», si vantavano Calamucci e Cornelli.