Così l’Abruzzo fa morire i Parchi

12 Maggio 2019

Caserta attacca: sono senza presidenti e direttori, è desolante

PESCARA. In Abruzzo sono più i parchi senza direttore e presidente che quelli in regola. La colpa è solo della politica: governo e Regione. È la denuncia di Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia e Luciano Di Tizio, delegato del WwfAbruzzo.
Su tre parchi nazionali, un parco regionale e un’area marina protetta, solo il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano hanno gli organi correttamente costituiti. Ecco il quadro completo.
Parco Abruzzo, Lazio e Molise: il presidente, Antonio Carrara, è giunto alla fine del suo mandato e manca anche il direttore. «Il quadro è desolante».
Parco della Majella: è privo di un presidente dal dicembre del 2017 e dalla fine del 2018 è senza direttore dopo averne avuto uno part-time.
Parco Regionale Sirente Velino: è commissariato dal giugno del 2015, dopo che il precedente consiglio direttivo era decaduto a fine 2014 e prorogato per 6 mesi. Ad oggi sono quindi 1.411 giorni durante i quali si sono avvicendati due commissari senza che la Regione trovasse la volontà politica di procedere alla nomina del nuovo consiglio direttivo e del nuovo Presidente.
Parco della Costa Teatina: istituito con una legge del 2001 è rimasto fermo per volontà della Regione Abruzzo e del Governo nazionale che non ha mai provveduto alla sua istituzione, fino a quando ad agosto 2014 è stato nominato un commissario ad acta per la sua perimetrazione, consegnata nel 2015 ma rimasta chiusa in un cassetto. Un parco fantasma.
Le Riserve regionali: a oltre 4 mesi dall’inizio dell’anno, non è stata predisposta la delibera regionale per la ripartizione dei fondi. Si sa solo che nel bilancio regionale erano stati appostati 1.850.000 euro di cui 1.650.000 destinati alle 20 Riserve con Piano di Assetto Naturalistico e 200.000 (40.000 ciascuna) per le 5 Riserve (Borsacchio, Ripari di Giobbe, Punta dell’Acquabella, Grotta delle Farfalle e Marina di Vasto) sinora mai finanziate.
«Non è dato sapere quali siano le difficoltà per compiere un atto che dovrebbe essere di normale amministrazione», dice il Wwf, «tutte le Riserve sono in difficoltà, molti operatori sono in attesa di avere i contratti rinnovati e alcuni servizi sono sospesi. I soggetti gestori stanno anticipando in proprio i fondi per cercare di andare avanti, ma lo fanno in un clima di assoluta incertezza. Senza nulla togliere a chi, a vario titolo, si trova a ricoprire ruoli in sostituzione di presidenti o direttori, questa condizione mortifica gli Enti, complica i rapporti con le comunità locali e soprattutto rende difficile la programmazione delle azioni di conservazione».
«Il Ministero dell’Ambiente per i parchi nazionali e la Regione per il parco regionale e le Riserve devono cambiare totalmente orientamento. Le nomine vanno fatte allo scadere di quelle precedenti», afferma Caserta, «e per ruoli così delicati vanno scelte persone competenti. Il Governo, infine, deve risolvere una volta per tutte la vicenda del Parco della Costa Teatina che sfiora il ridicolo». La parola passa al neo governatore Marsilio. (c.s.)