«Così rischiamo di chiudere la scuola»

15 Febbraio 2017

Preside, prof e alunni contro il trasferimento dell’Agrario di Villareja all’Ortofrutticolo. Le famiglie: ritireremo i nostri figli

CEPAGATTI. I genitori minacciano di «ritirare i figli da scuola» e ventilano la possibilità di «organizzare una manifestazione di protesta davanti al palazzo della Provincia», a Pescara. La preside dell'omnicomprensivo di Alanno, Maria Teresa Marsili, sta pensando «a un esposto alla magistratura» perché la sua scuola, senza alunni e con il carico dei disagi dovuti allo spostamento di sede da Villareia all'Agroalimentare di Villanova, «rischia la chiusura totale». Infatti, la scuola «ha già perso alcuni studenti, non ha più la quinta e, il prossimo anno, non avrà neppure la prima classe per mancanza di iscrizioni». E chiede alla Provincia di accelerare i lavori a Villareia per affrontare il nuovo anno scolastico nella normalità».

Gli studenti, quasi tutti pendolari, per voce di Andrea D'Antogno, si dicono «stanchi», perché «da due mesi non facciamo lezione. Senza laboratori possiamo solo fare teoria e ci alziamo alle 5 del mattino per non perdere le coincidenze» del trasporto pubblico per arrivare a scuola in orario. Non nella storica sede di Villareia, circondata da 15 ettari di terreno e serre, chiusa per inagibilità – causa le infiltrazioni d'acqua conseguenti ai terremoti e alle recenti precipitazioni nevose – ma all'indirizzo dell'Agroalimentare di Villanova di Cepagatti dove scolaresca (68 alunni di cui 20 disabili) e docenti (10 di sostegno) dell'istituto professionale servizi per l'agricoltura e sviluppo rurale che fa capo alla Provincia, si sono trasferiti dal 6 febbraio. Una scuola agraria nel grande mercato ortofrutticolo non si sarebbe rivelata un'idea brillante. Non solo. «Non ha risolto nulla», semmai «ha peggiorato la situazione».

Il clima nell'istituto è sempre più incandescente. Ieri mattina, la dirigente scolastica Marsili ha riunito nel palazzo rosso dell'Agroalimentare alcuni suoi collaboratori, il vice preside Sabatino Quieti; Silvana Giannantonio, referente di plesso; Carlo Marini, prof di matematica e, in rappresentanza dei genitori, Lucia Del Colombo. Quindi ha fatto il punto della situazione. «La Provincia ha individuato questo luogo, ma non è la panacea» ha detto la preside «ci atteniamo alle disposizioni imposte e facciamo di necessità virtù, ma non è possibile una convivenza della scolaresca in un ambiente ibrido, con le aule che si trovano accanto agli uffici amministrativi della Regione e con notevole sforzo dei docenti per assicurare la sorveglianza».

Una serie di uffici: Arssa, Agecontrol, Crea e altri, allineati sullo stesso livello, al primo piano, dove si trovano ora le 5 aule destinate ad accogliere gli studenti. «In realtà, non posso fare entrare nessuno» spiega la preside, «finchè la Regione, che ha in carico questa struttura affidata in parte al Crea (centro per la ricerca in agricoltura e analisi in economia agraria) e in parte, la zona sottostante, alla Valle della Pescara, non firma il passaggio ufficiale alla Provincia ».

Fino a quel momento, dunque, le aule al primo piano resteranno vuote e gli studenti dovranno continuare a fare lezione al pianterreno in una sala conferenze oppure in una stanzetta poco più in là, senza porte, con i muri scrostati. Un'altra aula è stata riservata agli allievi con bisogni educativi speciali. A tutti gli studenti è stato vietato l'ingresso al bar dove si trovano le slot machine. Non era possibile individuare altre sedi? «Le abbiamo proposte» prosegue la dirigente scolastica «l'ex Ciapi e la scuola media Ortiz che ha stanze attrezzate anche con laboratori e la Camera di Commercio, nel territorio teatino. Sedi scelte anche per ragioni logistiche perché i pendolari arrivano da Chieti scalo, ma anche da Farindola, Bucchianico, Villa Celiera, Penne, Ripa Teatina, Loreto, Montesilvano, Spoltore. Ma non abbiamo avuto risposte e non c'è stata volontà degli enti preposti a cercare altre soluzioni»

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