Covatta, non è poi così lontano il rischio di essere “bolliti”

«Quando ne1 2080 la temperatura del pianeta salì di quattro gradi rispetto a quella normale, il mondo divenne irriconoscibile. La Pianura Padana sparì sott'acqua e venne chiamata Golfo di Torino. Si...
«Quando ne1 2080 la temperatura del pianeta salì di quattro gradi rispetto a quella normale, il mondo divenne irriconoscibile. La Pianura Padana sparì sott'acqua e venne chiamata Golfo di Torino. Si potevano fare i tuffi in mare dalla Torre Eiffel e una spiaggia in Scandinavia diventò la nuova Saint-Tropez».
Ironia intelligente e probabilmente anche profetica firmata dal comico Giobbe Covatta e Paola Catella nel libro appena uscito ed edito da Mondadori “A nessuno piace caldo. Perché il pianeta ha la febbre”. Da un alto sperone di roccia, il saggio Exelon racconta al popolo la storia del pianeta Terra e dei suoi abitanti che si sono estinti. A provocare la scomparsa dell'intera popolazione terrestre non è stato un evento improvviso, tipo la collisione con un altro pianeta o una pioggia di meteoriti: è stato l'uomo con la sua sfrenata voglia di consumismo ad aver consumato anche la cara madre Terra. L'aspetto più grottesco è che tutti sapevano tutto, sottolinea Exelon. Bastava guardarsi intorno. Non era difficile capire le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai perenni come fossero Cornetti Algida a Ferragosto.
E così pure della desertificazione galoppante, veloce come Usain Bolt. Invece niente. L'umanità ha continuato a violare l'equilibrio dell'ecosistema fino a rendere l'intero pianeta una palla infuocata e invivibile. Fine della storia. Con il sorriso e senza urlare, Giobbe Covatta ci avverte che il rischio di essere “bolliti” non è poi così lontano.

