Covid, cala il numero di ricoveri ma il pericolo di contagi resta alto

Il virologo Fazii avverte: «Se non usiamo la mascherina mettiamo a rischio la vita di anziani e fragili» Ieri è morta una donna 89enne di Silvi. In area medica e in terapia intensiva dimessi due degenti
La curva epidemica in Abruzzo sembra aver superato il momento di picco, ma per uscirne ci vorrà del tempo e non ci sarà un calo repentino dei contagi, come qualcuno si aspetta. È quanto sostiene il virologo abruzzese Paolo Fazii che invita a tenere alta la guardia di fronte a «un virus che sta decimando le persone più anziane e fragili». Ieri in Abruzzo è morto un altro anziano. Si tratta di una 89enne di Silvi. Nell'ultima settimana i decessi sono stati 17, mentre in quella precedente 15. Ieri i nuovi positivi sono scesi a 2.839 a fronte di 2.010 tamponi molecolari e 9.959 test antigenici, mentre sono 424.953 i guariti (+919), 45.531 gli attualmente positivi (+1919) di cui 267 ricoverati in area medica (-1) e 4 in terapia intensiva (-1). I nuovi positivi sono residenti nelle province dell'Aquila (515), Chieti (917), Pescara (627), Teramo (554), fuori regione (76) e 150 in accertamento. Nella settimana epidemiologica 9-15 luglio i nuovi casi a livello regionale sono stati 19.909 (+2.360 rispetto ai 17.549 del periodo precedente, 2-8 luglio). Un incremento più contenuto rispetto a quelli delle settimane precedenti.
Nelle prossime settimane si assisterà, secondo gli esperti, a un calo dei nuovi casi individuati e, a seguire, dei ricoverati in area medica, dei ricoverati in terapia intensiva e dei decessi. Ma, nonostante l'ondata estiva del virus sembra stia esaurendo la sua forza di crescita, i prossimi giorni saranno decisivi per capire quale estate avranno davanti gli abruzzesi. Se da un lato qualcuno parla di un calo costante e più repentino, altri ipotizzano una fase oscillatoria e stabile. Ne è convinto Paolo Fazii, membro del Cts regionale e direttore del laboratorio della Asl di Pescara. «Il virus continua a essere altamente trasmissibile», sottolinea, «le mascherine non si usano più neanche nei luoghi di grande assembramento come i maxi-concerti. Quindi i presupposti per un calo repentino della curva non ci sono».
Stando ai primi segnali disponibili, l’inversione della curva epidemica si è verificata giovedì 14 luglio, in linea con le previsioni, ma per arrivare a zero contagi ci vorrà tempo, sempre se ci si arriverà. Finora l’ondata di giugno-luglio è stata affrontata senza contromisure specifiche, affidando ai vaccini e all’immunità raggiunta per via naturale il compito di contrastare gli effetti dell’infezione. «Se da un lato possiamo stare tranquilli perché il virus è meno patogeno», chiarisce però Fazii, «non è neanche opportuno farlo circolare in modo così massivo causando la morte dei nostri anziani e di persone fragili. Gli anziani sono una risorsa importante per l'umanità ed è nostro dovere fare il possibile per evitare che il virus causi troppe vittime, non solo nelle fasce giovani, ma in tutte le fasce d'età. Ho l'impressione che il virus stia girando in modo sommerso a causa di un atteggiamento non più congruo della popolazione. È giusto ricominciare a vivere, ma il mio consiglio resta quello di farlo continuando a utilizzare la mascherina nei casi più a rischio. Il dato più importante», ribadisce Fazii, «rimane l'indice di ospedalizzazione e quello di mortalità. Il virus sicuramente è meno patogeno ma ciò non toglie che si accanisca nei confronti dei più deboli, soprattutto anziani e persone con patologie importanti. Per questo bisognerebbe evitare di farlo circolare liberamente senza alcuna precauzione». (p.g.)

