Covid, da oggi maggiori controlli Il questore: «Rispettate le regole»

Liguori illustra il piano anti-contagi. Forze dell’ordine in centro e in tutti i punti di accesso alla città «Dobbiamo evitare assembramenti e che si riversi troppa gente a Pescara». E dal 20 l’ulteriore stretta
PESCARA. È a Pescara da appena una settimana e una cosa, dice, l’ha colpito della città: «L’integrazione. È una città che ti accoglie, che non ti fa sentire straniero, che non rimarca le differenze di chi arriva qui». Il nuovo questore Luigi Liguori (calabrese classe 1961) ieri in visita alla redazione del Centro, fa il punto sulle priorità del momento.
A cominciare dai controlli straordinari anti-Covid disposti proprio ieri nella riunione tecnica interforze presieduta dal prefetto Di Vincenzo. E mentre annuncia pattuglie in strada, nei centri commerciali e nelle zone della movida già da oggi, Liguori subito puntualizza: «Saremo al fianco del cittadino. In questo momento di particolare crisi saremo lì, per ricordare alle persone quelli che sono i comportamenti necessari da attuare. Questo virus approfitta delle nostre abitudini sociali per camminare sulle nostre mani e sulle nostre gambe. Dobbiamo ricordarci che per la dabbenaggine di qualcuno possono risentirne tantissime persone».
Che cosa devono aspettarsi i pescaresi da un punto di vista dei controlli?
Innanzitutto venendo meno la zona rossa per l'Abruzzo, vengono meno alcune chiusure per determinate categorie di esercenti commerciali. Abbiamo però l’esigenza che venga tutelato il rispetto del confine comunale, perché purtroppo il venir meno la zona rossa, cambia poco sotto il profilo proprio degli spostamenti. Quindi sin da oggi (ieri ndr) sono in atto dei servizi che saranno ampliati ancora di più da domani mattina (oggi ndr). Ci saranno una serie di posti di controllo sulle strade principali di accesso alla città, asse attrezzato compreso. Abbiamo già sette otto posti di controllo dinamici. Si può entrare in città per le tre tipologia che conosciamo: motivi di salute, motivi di lavoro e motivi di necessità. Lo shopping, purtroppo, non è tra questi. E noi dobbiamo evitare che si riversino folle a Pescara. D’altro canto, dobbiamo anche evitare gli assembramenti in città, e per questo ci sono pattuglie appiedate che monitoreranno i centri commerciali, la zona della movida e gli altri corsi. Il dispositivo di sicurezza che coordino, come autorità tecnica di pubblica sicurezza, coinvolge i nostri agenti, ma anche i carabinieri e i vigili urbani della provincia.
E a Natale?
Per Natale, grosso modo dal 20, le maglie si stringeranno. Il ministero dell’Interno ha parlato dell’impiego di 70mila uomini, noi nel nostro piccolo faremo parte di questa aliquota. E nel periodo di Natale saremo presenti per evitare anche che si parta per andare a trovare qualcuno o per le seconde case. È vietato andare in altre regioni: questo è un Natale diverso, che ricorderemo tutti, ma speriamo anche che così sia l’ultimo.
Nella conferenza stampa di insediamento ha rimarcato la sua idea di vicinanza della polizia ai cittadini. Come pensa di coniugare questa esigenza con i numeri del personale a disposizione?
Io credo che il personale sia sempre poco. Sono entrato in polizia nel 1986 quando eravamo circa 20.000 poliziotti in più, e ci si lamentava che eravamo pochi. Il problema è la qualità del personale. Bisogna rimuovere principalmente i processi organizzativi che si creano negli uffici, cercando di esaminare quali sono e di capirne, se ci sono, eventuali inceppamenti. Sono tra quelli che pensano che la forma è sostanza e che quando si migliora l’organizzazione migliora automaticamente l'efficienza. Sono qui per fare questo, anche se per me uscire è un premio e lo faccio ogni volta che posso, il mio posto è dietro alla scrivania per far funzionare tutta la macchina. Serve del tempo, ma è questo l’obiettivo. Naturalmente ho bisogno di rendermi conto come si svolge il lavoro. Ogni mattina, prima delle 8, ad esempio, voglio essere aggiornato su tutto quello che è successo la notte. Tenendo conto che non c’è differenza tra grande e piccolo crimine.
Si è fatto un’idea della criminalità pescarese?
La mia prima uscita operativa è stata al Ferro di cavallo, sono stato a vedere lo stadio, sempre in relazione all’organizzazione dell’ordine pubblico. È ancora presto. Intanto sto analizzando i dati di quest’anno.
E che cosa dicono i dati?
A Pescara quest’anno non si è registrata la stessa flessione del crimine come quella a livello nazionale che è scesa anche del 30 per cento. Dovremo cercare di capire perché, e come incidere.
A Pescara ci sono ancora degli omicidi irrisolti.
Me ne occuperò, voglio capire, anche se la Procura avrà fatto tutto quello che c’era da fare. Voglio leggere le carte e lo farò. Non è escluso che su qualche caso si possa tornare.
Che promessa fa ai pescaresi?
Spero di coinvolgere tutti i poliziotti in un progetto di efficienza che si potrà vedere da qui a qualche mese. A cominciare dalla capacità di accogliere i cittadini, nel fornire un servizio. Se uno subisce una rapina, o un furto in casa, e viene in Questura a denunciare, non può sentirsi rispondere “ripassi domani” perché magari non c’è il personale. Oltre al danno la beffa, no. Di certo, a Pescara lavorerò fino all’ultimo giorno, come se fosse il primo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

