Covid, divieti scaduti in 4 comuni a rischio

Sulmona, Bugnara, Pettorano e Lucoli: restrizioni decadute a mezzanotte Albani: situazione migliorata, ma non si può ancora escludere una proroga
PESCARA. A mezzanotte e un secondo sono decadute le restrizioni introdotte per contrastare la diffusione del coronavirus in quattro Comuni dell’Aquilano in cui si erano registrati focolai: Sulmona, Bugnara, Pettorano sul Gizio e Lucoli. E i dati degli ultimi giorni descrivono una situazione in miglioramento. L’orientamento della Regione è quello di non prevedere una proroga delle misure, ma la decisione definitiva è prevista oggi. Il comitato tecnico scientifico, infatti, attende gli ultimi dati a chiusura della settimana: solo se la situazione dovesse peggiorare le restrizioni verranno prorogate con una nuova ordinanza, la numero 86. Intanto in nuovi casi di Covid-19 in Abruzzo sono 18 e da ieri sera sono aumentati i pazienti intubati, saliti a 5.
L’ORDINANZA SCADUTA. Le maggiori restrizioni per i quattro Comuni considerati a rischio erano state introdotte con l’ordinanza numero 82 firmata dal governatore Marco Marsilio lo scorso 9 settembre. Il provvedimento prevedeva, tra l’altro, l’obbligo di mascherina anche all’aperto h24, l’accesso scaglionato negli esercizi commerciali, il divieto di feste ed eventi pubblici e privati, la chiusura anticipata alle 20 di negozi, alimentari e bar. L’ordinanza, all’articolo 2, stabiliva che tali misure sarebbero rimaste in vigore per sette giorni a partire dal giorno della firma. A mezzanotte sono quindi decadute.
Gli ultimi dati sembrano essere incoraggianti, ma non si possono escludere ulteriori provvedimenti. L’articolo 3, infatti, stabilisce che «le presenti misure restrittive potranno essere modificate, sospese o procrastinate a seconda dell’andamento della situazione epidemiologica».
LA SITUAZIONE MIGLIORA. Alberto Albani, membro del comitato tecnico scientifico, ieri sera ha dichiarato al Centro che «l’orientamento è di non prorogare le misure», spiega l’esperto, «perché la situazione è in miglioramento. Se i dati di oggi, a chiusura della settimana, confermeranno quelli degli ultimi giorni, non sarà necessario prorogare le restrizioni».
CASI IN TUTTE LE PROVINCE. Ancora una volta, nuovi casi si registrano in tutte e quattro le province abruzzesi. Diciotto le positività accertate nelle ultime ore dai test eseguiti nei laboratori regionali. Nove riguardano pazienti residenti o domiciliati nell’Aquilano, tre dei quali a Celano, due a Scanno e uno a Sulmona. Tre casi riguardano il Pescarese, tre il Teramano e tre il Chietino (due sono nel Vastese). Il paziente più giovane, un ragazzo di Magliano de' Marsi contatto di una persona già malata, ha 25 anni, mentre il più anziano è un 83enne di Teramo. Il totale delle persone affette da Covid-19 in Abruzzo sale a quota 4.034: 566 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila, 950 in provincia di Chieti, 1.740 in provincia di Pescara, 745 in provincia di Teramo e 30 fuori regione, mentre per tre sono in corso verifiche sulla provenienza. Un migliaio i test eseguiti nelle ultime ore.
PIÙ PAZIENTI GRAVI. Le persone attualmente positive al virus sono 591, cioè 14 in più di lunedì. Del totale, 545 pazienti sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl, 42 sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e quattro sono in terapia intensiva. Ai quattro pazienti più gravi segnalati nel bollettino ufficiale della Regione, se ne aggiunge un quinto finito in rianimazione nelle ultime ore.
«Aumentano i ricoveri», sottolinea Albani, «e nel pomeriggio abbiamo intubato un’altra persona, la quinta. Il paziente più giovane tra quelli in terapia intensiva ha 57 anni. Questo dimostra come le conseguenze più gravi non riguardino solo gli anziani».
RISCHI IGNORATI. L’esperto sottolinea come ci siano state «feste di compleanno, battesimi ed eventi in genere, principalmente privati, che hanno inciso negativamente ed hanno avuto un ruolo nella diffusione del contagio. Purtroppo», rileva Albani, «si fa fatica a far rispettare le regole, non c'è consapevolezza, non si capisce che questo è un virus pericoloso che provoca danni seri. I giovani non sono affatto immuni e possono rappresentare un pericolo non solo per i nonni, ma anche per i genitori di mezza età. Mascherine e distanziamento sociale sono fondamentali».

