Covid e tamponi-fai-da-te: il caso dei contagi nascosti

14 Agosto 2022

Abruzzo, cresce il fenomeno dei test in casa che preoccupa la comunità scientifica Il professore Stuppia: «Dati sommersi: così è impossibile tenere il tracciamento» 

L’AQUILA. Un sottobosco pericoloso. È quello dei tamponi fai-da-te. Un aspetto non secondario. Anzi, molto diffuso e praticato, specialmente da parte della fascia più giovane della popolazione, che la comunità scientifica invita a non sottovalutare nell’ambito delle valutazioni sull’andamento della pandemia da coronavirus.
Insomma, i dati giornalieri dei tamponi, contenuti nei bollettini ufficiali, risulterebbero alterati dal fatto che, come conferma il professore Liborio Stuppia, che dirige il laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio, «di fatto la metà delle persone preferisce il tampone fai-da-te e quindi non denuncia la propria condizione».
nasce un sistema
parallelo
Il sommerso dei tamponi in autonomia apre una riflessione sulla gestione sanitaria della pandemia. «Se decidiamo che non facciamo più niente, che il numero dei morti, e 130-150 al giorno in Italia sono davvero tanti, non ci interessa più, se noi continuiamo da un lato a fare il tracciamento, ma esiste, e resiste, un sistema parallelo incontrollato, i conti non tornano», ammonisce il genetista. Che invita a tenere alta la guardia. «A questo punto, in un contesto del genere, il dato ufficiale dei tamponi è da considerarsi alla stregua di un controllo a campione della positività, uno spaccato del Covid, una visione ovviamente del tutto parziale rispetto alla realtà che esprime, invece, ben altri numeri allo stato attuale. Gli altri dati da tenere sotto controllo sono le ospedalizzazioni e, appunto, i decessi che sono ancora tanti, direi troppi».
Capitolo varianti. «Al momento», aggiunge Stuppia, «non abbiamo ancora a che fare con nuove sottovarianti. Ci teniamo Omicron 5 che, per il momento, si diffonde così tanto che non sarà facile da scalzare e debellare. La BA.2.75 potrebbe arrivare e, come al solito, dovremmo vederla all’opera prima di poter stabilire quanto e come sia in grado di impattare».
I due problemi
del tampone casalingo
«Col tampone a casa», prosegue il professore Stuppia, «si hanno due ordini di problemi: il primo è quello del falso negativo. Questi sistemi, del resto, non sono molto sensibili e inoltre c’è poca manualità da parte di chi li esegue, oppure auto-esegue. Poi l’altro aspetto. Le persone che si scoprono positive fanno tutto da sole, tengono per sé l’esito del test, non denunciano il fatto di essersi contagiate e proseguono la loro vita normale: vanno in giro, dal supermercato agli altri luoghi pubblici e dunque si ha una grossa anomalia, con la sensazione che si stia viaggiando a due velocità, quella dei laboratori e quella del mondo esterno. Vengono analizzati 4-500 tamponi al giorno. E gli altri dove sono? Fanno parte del sommerso».
il bollettino: due vittime
e 809 positivi
Nelle ultime 24 ore in Abruzzo 809 nuovi positivi, a fronte di 883 tamponi molecolari e 4.591 test antigenici: tasso di positività al 14,77%. Due le persone decedute (di 77 e 84 anni), 495.336 i guariti (+687), 25.371 gli attualmente positivi (+119) di cui 223 ricoverati in area medica (-7) e 9 in terapia intensiva (invariato). I nuovi positivi sono residenti nelle province dell’Aquila (135), Chieti (180), Pescara (204), Teramo (209), fuori regione (34), in accertamento (46).(e.n.)
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