Covid, i casi aumentano del 40% Il virus torna a colpire gli anziani

Il rapporto dell’Iss ricolloca l’Abruzzo nella fascia di rischio alta. I nuovi contagiati sono over 80
PESCARA. Nel mirino del Covid finiscono gli anziani. I dati diffusi ieri dall’assessorato regionale alla Sanità mostrano infatti un aumento del 40 per cento negli ultimi sette giorni dei casi totali (quelli nuovi più le reinfezioni) da 590 del 7 aprile scorso a 829. E la fascia d’età più colpita in Abruzzo è quella degli over 80 passati da 59 contagiati a 103 (esclusi i guariti che si sono riammalati), mentre gli incrementi nelle altre fasce sono oggettivamente modesti: da 15 a 25 per gli under 12; decresce da 7 a 11 nella fascia 12-19 anni e sale da 317 a 477 per i pazienti di età compresa fra i 20 e i 79 anni. A questo si è aggiunto un secondo campanello d’allarme rappresentato dalla nuova classe di rischio in cui l’Istituto Superiore di Sanità ha inserito l’Abruzzo, passata repentinamente da bassa ad alta.
Né rassicura il numero elevato di guariti riportato nel bollettino della Regione (ben 3.499). Si tratta in realtà di un riallineamento del dato che avviene periodicamente con cadenza non settimanale ma a volta anche mensile.
PARLA PARRUTI.
La conferma di questa analisi basata sui numeri arriva dall’epidemiologo Giustino Parruti, primario di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara.
«Il nuovo fronte della lotta al Covid è sul controllo degli over 80», esordisce l’esperto, «sono pazienti che manifestano un deficit della tenuta degli anticorpi e che possono ammalarsi anche dopo la quarta dose. Ciò che si registra in questi giorni è la punta di un iceberg, causata da un virus che ha una possibilità di contagiosità elevatissima quando si introduce in comunità di anziani. Ora come prima», sottolinea Parruti, «bisogna mantenere la guardia alta e correre più veloci del virus individuando in tempo le situazioni a rischio per somministrare sia antivirali che monoclonali. A Pescara lo stiamo facendo».
IL NUOVO BOLLETTINO.
Sono 829 (di cui 217 reinfezioni) i casi positivi al Covid registrati tra il 7 e il 14 aprile in Abruzzo, che portano il totale dall'inizio dell'emergenza a 655.358 (di cui 38.216 reinfezioni). Il bilancio dei deceduti registra due nuovi casi e (una 90enne e di un 96enne) e sale a 3.950. Nel totale dei casi positivi sono compresi anche 644.316 dimessi/guariti (+3.499 rispetto a venerdì 7 aprile). Gli attualmente positivi sono 7.092 (-2.672): 68 pazienti (+13) sono ricoverati in in area medica e nessuno (invariato) è in terapia intensiva, mentre i restanti 7.024 malati di Covid sono in isolamento domiciliare. Nell'ultima settimana sono stati eseguiti 1.907 tamponi molecolari (2.600.219 in totale dall'inizio dell'emergenza) e 5.751 test antigenici (4.856.532). L’indice di positività sale dal 7,19% al 10,82%.
Del totale dei casi positivi, 132.747 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+373 rispetto a venerdì 7 aprile), 188.421 in provincia di Chieti (+227), 156.482 in provincia di Pescara (+215), 155.521 in provincia di Teramo (+184), 13.398 fuori regione (+135) e 8.789 (-305) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
IL REPORT DELL’ISS.
Per l’Istituto superiore di sanità sono 5 le regione tornate a essere ad alto rischio: Abruzzo, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia. La nostra peraltro viene definita con “molteplici allerte di resilienza”, dovute essenzialmente a una ridotta «abilità di testare tempestivamente tutti i casi sospetti». In questo caso a pagarne le spese sono gli anziani.
VIA L’ULTIMO OBBLIGO.
Sta per decadere anche l’ultimo obbligo di legge contro la diffusione del Covid. Domenica 30 aprile infatti sarà l’ultimo giorno in cui per accedere a ospedali, studi medici e case di riposo, si dovrà indossare una mascherina protettiva. Anche l’Abruzzo si appresta a tornare formalmente alla normalità pre-pandemica.
Dai dispositivi di protezioni sui mezzi pubblici al Green pass, dalle regole anti-assembramento al numero massimo di persone al tavolo di un bar o di un ristorante, le norme che hanno limitato la vita di tutti i giorni negli ultimi anni diventeranno così solo un ricordo. Almeno si spera che sia così.
Il governo Meloni, già alla fine del 2022, aveva sospeso fino al 30 giugno 2023 le multe da 100 euro che sanzionavano le persone dai 50 anni in su che non avevano rispettato l’obbligo vaccinale. Erano state alleggerite anche le regole sull’isolamento: gli asintomatici, dopo un periodo a casa di cinque giorni possono tornare alle proprie attività normali, senza bisogno di tampone negativo. Altrimenti, se si è stati sintomatici, bisogna aspettare che siano passati due giorni dalla scomparsa dei sintomi.
Dal 1° maggio l’addio anche alle mascherine in luoghi a rischio come gli ospedali, dove il pericolo di contrarre il virus è più elevato, sia per i medici sia per i pazienti, in una fase comunque delicata della pandemia. Ma, come dice l’esperto Parruti: «gli accorgimenti in più per proteggersi saranno ancora consigliati».
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