Covid, infezioni triplicate Più di 500 nuovi contagi

Crescono anche i ricoveri ma per fortuna il numero dei morti rimane basso Sott’accusa le nuove varianti. Il ministero: «Da ottobre ripartono i vaccini»
PESCARA. I nuovi casi di Covid sono quasi triplicati in Abruzzo. Dai 189 contagi settimanali, tra il 12 e il 18 agosto scorsi, ieri il virus ha raggiunto in regione quota 501. Aumentano i tamponi e cresce il dato dei pazienti positivi al virus. Anche i decessi si ripresentano ma, per fortuna, in numero molto basso. Mentre i ricoveri in area medica sono saliti da 10 a 29 nell’arco di tre settimane. I segnali della ripresa purtroppo ci sono e vanno documentati per mettere in guardia i cittadini.
La conferma arriva dall’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di Sanità diffuso ieri pomeriggio. «L’incidenza settimanale è in aumento nella maggior parte delle Regioni con valori non superiori a 42 casi per 100.000 abitanti», scrivono gli esperti dell’Iss. L’incidenza più elevata è stata riscontrata nella regione Sardegna e la più bassa in Basilicata (6 casi per 100.000 abitanti). «La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti è quella degli over 90 anni (48 casi per 100.000 abitanti), in aumento rispetto alla settimana precedente», si legge ancora nel report dove si precisa che: «L’incidenza è in aumento anche in tutte le altre fasce d’età» e che «i tassi di malattia grave (ricovero in terapia intensiva e decesso) sono stabili o in lieve aumento in tutte le fasce d’età».
I tassi di ospedalizzazione e mortalità, infine, «aumentano con l’età e quelli più elevati si trovano nella fascia d’età 90+ anni». In autunno bisogna quindi arrivare preparati. Il ministero della Salute ha già annunciato l’avvio di una nuova campagna di vaccinazione contro il Covid 19 in concomitanza con quella antinfluenzale. Per fronteggiare le nuove varianti, ritenute la causa della crescita dei contagi, verrà utilizzata una formulazione di vaccini a mRna e proteici aggiornata, la cui approvazione da parte di Ema e Aifa è prevista per fine estate/inizio autunno. Si prevede la disponibilità di dosi a partire da ottobre. «L’obiettivo della campagna nazionale», spiegano dal ministero, «è di prevenire la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di Covid 19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, e proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari». A questi gruppi di persone è raccomandata e sarà offerta una dose di richiamo che vale 12 mesi con la nuova formulazione di vaccino aggiornato. La vaccinazione sarà inoltre consigliata a familiari e conviventi di persone con gravi fragilità. E se la disponibilità di dosi dovesse essere insufficiente a garantire un’immediata adeguata copertura, in fase di avvio della campagna di prevenzioni saranno prioritariamente somministrate dosi agli over 80, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità e agli operatori sanitari.
Infine la scuola. Se negli Stati Uniti alcuni distretti scolastici, in Kentucky e in Texas, hanno cancellato le lezioni in presenza a causa del picco di contagi e al conseguente aumento dei ricoveri, in Italia – anche nell’eventualità di consistente aumento dei casi – appare difficile che si riaffacci l’opzione della didattica a distanza (Dad). Sulla carta il ripristino di quest’ultima può essere deciso dal ministero della Salute ma già con l’avvio dell’anno scolastico 2022/2023 la normativa speciale per il contesto scolastico legata al virus, che consentiva tale modalità, ha cessato i suoi effetti escludendo l’opzione Dad anche per gli alunni positivi.
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